Svolta multiutility. Intesa nel nucleo Alia. Parte l’assalto senese nella partita di Estra

Le carte segrete per il conferimento delle quote dei 48 Comuni soci. A Siena e alla provincia due posti in cda, garanzie su occupati e sede.

Svolta multiutility. Intesa nel nucleo Alia. Parte l’assalto senese nella partita di Estra

Svolta multiutility. Intesa nel nucleo Alia. Parte l’assalto senese nella partita di Estra

Il titolo delle due cartelle è ’Appunti per riunione con i soci’. Ma è un riassunto, stilato da un dirigente misterioso che conosce a fondo i piani e i bilanci di Alia Multiutility Toscana. E che è una road map dettagliata, con tanto di prezzi, premi di maggioranza e impegni, per far sì che entro un paio di mesi Intesa spa ceda il suo 25,14% di quote di Estra ad Alia Multiutility. Celebrando così l’ingresso di Siena e dei Comuni della provincia nella holding toscana dei servizi idrici, energetici e ambientali, quindi acqua, gas e rifiuti, a maggioranza pubblica.

Il punto più importante è che Intesa partecipi collettivamente a Alia, non come singoli Comuni. Anche perché così avrebbe il 13% della multiutility, in caso di adesioni singole il Comune di Siena, maggior socio di Intesa, avrebbe l’1,95% di Alia, meno del Comune di Montemurlo (2,16%). Senza la partecipazione unitaria di Intesa non ci sarà il premio di maggioranza, di 7,5 milioni di euro; non ci saranno garanzie occupazionali per i circa 200 dipendenti della sede Estra di Siena, né impegni per la conferma del contratto di affitto della sede che rappresenta l’entrata maggiore per Intesa. Senza quel canone pagato da Estra, Intesa rischierebbe il crac.

Le altre cose che salterebbero sono gli investimenti sul territorio e le nomine di un membro nel collegio sindacale e nel comitato investimenti di Alia spa. E non ci sarà nessun accordo di partnership tra Alia e Intesa per gli investimenti in provincia di Siena.

Nel caso in cui i 48 Comuni soci di Intesa cedessero in blocco il 25,14% di Estra, il patto parasociale tra i soci di Alia concederebbe ai senesi la nomina di un consigliere d’amministrazione scelto dai soci d’Intesa più un altro amministratore concesso al Comune di Siena, anche se la sua partecipazione è indiretta.

Un regalo per Siena che potrebbe avere altri corrispettivi: come l’ingresso di Intesa nel nucleo di soci stabili di Alia, assieme al Comune di Firenze e al Comune di Prato. Che oggi hanno il 55% di Alia e scenderebbero al 47% con l’ingresso di Intesa. Il 25,14% di Estra viene stimato in 150 milioni di euro, corrispondenti al 13% di Alia. Messo nel patto con Firenze e Prato, si arriverebbe al 60%. Poi c’è il premio di maggioranza di 7,5 milioni di euro e "l’impegno a valutare la possibilità di collocare una direzione del gruppo Alia nella sede di Siena: distribuzione gas o transizione energetica".

Segnatevi questi condizionali, sono il punto poco digeribile per i sindaci dei Comuni soci di Intesa. Che chiedono invece un impegno con la certezza che a Siena ci sarà una direzione di Alia, e quella del Gas è la preferita. Gli appunti segreti continuano anche con il cronoprogramma dell’ingresso: la prossima tappa ci sarà il 13 maggio con il cda di Intesa che dovrà assumere le deliberazioni necessarie per il conferimento delle azioni Estra ad Alia. L’atto ufficiale arriverà dopo maggio, presumibilmente dopo le elezioni comunali.

Che si tratti di "un’offerta che non si può rifiutare", lo si capisce da ciò che accadrà in caso di non accordo. Nessun premio di maggioranza di 7,5 milioni, Intesa resterà socio di Estra al 25,14% senza partecipare alla governance per effetto del patto parasociale Alia-Coingas, con un capitale indisponibile di 150 milioni. Intesa e i Comuni senesi non parteciperanno alle scelte strategiche della multiutility, non avranno garanzie sui 200 occupati nella sede di Siena, né impegni per la conferma del contratto di affitto, che scade il 31 dicembre 2024, con un canone di 850mila euro l’anno per la sede a Siena. E si perderà l’occasione di rafforzare il ruolo di Intesa nella partnership strategica con Alia, per massimizzare gli investimenti sul territorio e non far pesare i costi sulle tariffe dei cittadini.