REDAZIONE AREZZO

Sparò al vicino sulla ruspa: rischia tre anni. Omicidio di San Polo, oggi il verdetto

L'artigiano Sandro Mugnai rischia due anni e otto mesi di carcere per aver ucciso il vicino che gli stava demolendo casa. Oggi è attesa la sentenza nel processo a porte chiuse a Arezzo.

L'artigiano Sandro Mugnai rischia due anni e otto mesi di carcere per aver ucciso il vicino che gli stava demolendo casa. Oggi è attesa la sentenza nel processo a porte chiuse a Arezzo.

L'artigiano Sandro Mugnai rischia due anni e otto mesi di carcere per aver ucciso il vicino che gli stava demolendo casa. Oggi è attesa la sentenza nel processo a porte chiuse a Arezzo.

Rischia due anni e otto mesi di carcere per aver ucciso il vicino che gli stava demolendo casa. Sul banco degli imputati c’è Sandro Mugnai l’artigiano accusato dalla pm Laura Taddei di eccesso colposo di legittima difesa. La sua reazione sarebbe stata "precipitosa, avventata e imprudente" secondo l’accusa. Con oggi è arrivato il giorno della verità per il delitto di San Polo: in mattina è attesa la sentenza Alle 10 si pronuncerà il gup Claudio Lara, a termine delle eventuali repliche. L’udienza si terrà a porte chiuse visto che Mugnai verrà giudicato con il rito abbreviato. Formula per la quale hanno optato i legali dell’artigiano, Piero Melani Graverini e Marzia Lelli. "È stata una situazione di pericolo non solo per sè stessi ma anche per i familiari:Le carte dicono già tutto", avevano commentato i legali. Il rito abbreviato prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna ma non prevede dibattimento, cioè la discussione in aula. Si tratta di un processo cartolare, basato sulle indagini degli investigatori.

Gli antefatti dell’omicidio risalgono a più di un anno fa. Nel gennaio del 2023 Mugnai sparò otto colpi di fucile a Gezim Dodoli, uccidendolo sul colpo.L’albanese al termine di una lite era salito sopra una ruspa con la quale gli stava distruggendo casa: dimora dentro cui si era rifugiato con la famiglia. La procura di Arezzo al tempo fece arrestare l’artigiano che venne però scarcerato pochi giorni dopo: il giudice per le indagini preliminari scrisse che Mugnai "aveva agito per preservare la sua e altrui comunità". Lettura diversa quella della pm che ha portato a processo l’uomo. Oggi l’ultimo capitolo della vicenda.