"Si può segnare gol rispettando gli avversari"

La classe 2B/r intervista virtualmente Bruno Beatrice, ex calciatore famoso, raccontando la sua carriera e i valori che lo hanno contraddistinto, come l'altruismo sia in campo che nella vita di tutti i giorni.

"Si può segnare gol rispettando gli avversari"

Disegno di Melissa Pietropaolo

La classe 2B/r, amante dello sport e del calcio, è stata curiosa di conoscere la storia di Bruno Beatrice, nonno di Viola, compagna di classe e cronista, e così ha immaginato un’intervista virtuale grazie alle ricerche della nipote.

Buongiorno Bruno, quando è nato?

"Sono nato il 5 marzo del 1948". Cosa ha sognato di fare?

"Il calciatore! L’ho deciso Sia per un vecchio sogno, sia per dare una mano alla famiglia".

Ha mai pensato che sarebbe diventato così famoso?

"Mai, davvero! Ho giocato in serie A e anche nella Coppa Italia del 1972".

In quali squadre?

"Tra le più importanti ricordo: l’Arezzo, l’Inter, la Fiorentina. Quale la migliore?

"Mi sono sempre trovato bene, ma se proprio dovessi scegliere: la Fiorentina".

Il momento più bello?

"Quando passai in serie A e fui chiamato in Nazionale".

Cosa consiglia ai giovani?

"Di credere nei propri sogni, perchè inseguendoli si può cambiare in meglio la propria vita e quella degli altri".

Ha qualche trucco da svelare? Mangiate sano! Io sono uno specialista del riso in bianco".

Cosa significa l’altruismo in campo?

"Non si misura solo in campo, ma nella vita di tutti i giorni". Bruno Beatrice terminò la sua carriera calcistica nel 1984 e purtroppo morì nel 1987 a soli 39 anni.