Treni, viaggiatori a piedi per lo sciopero. Proteste per i convogli cancellati

Arezzo, traffico paralizzato e soppressioni a pioggia: è la goccia che fa traboccare il vaso dopo giorni di disagi. Domani vertice in Regione con i gestori del servizio e i pendolari. Caccia alle soluzioni per i regionali

Pendolari in attesa del treno alla stazione di Arezzo

Pendolari in attesa del treno alla stazione di Arezzo

Arezzo, 25 marzo 2024 – Lo sciopero era programmato già da giorni e da giorni se ne parlava. Ma pochi viaggiatori si sarebbero aspettati di ritrovarsi coinvolti nei disagi di un traffico ferroviaria paralizzato come quello di ieri che di fatto ha lasciato moltissimi viaggiatori con le valigie al binario.

Treni cancellati sin dalle prime luci dell’alba fino alle 21 di ieri sera quando è terminata la due giorni di protesta del personale di Trenitalia (ma anche di Italo e Trenord che però non interessano la stazione di Arezzo).

E’ vero che ieri, domenica, era una giornata di festa e sono meno coloro che viaggiano su binari rispetto ai tanti pendolari che ogni mattina devo raggiungere con il treno l’Università o il lavoro ma tanti sono stati gli aretini che avevano approfittato del primo fine settimana primaverile per farsi una gita fuori porta. Gita che per qualcuno, soprattutto nel viaggio di ritorno verso Arezzo, ha assunto tutti i connotati di un’autentica odissea con disagi e difficoltà. "Dello sciopero si sapeva, bastava organizzarsi", dice qualcuno sul celebre gruppo facebook "Sei di Arezzo se" dove da ieri mattina si è andato a polarizzare il dibattito dopo un post pubblicato da un utente in cui condivideva la foto di un tabellone sul quale erano scritti i treni cancellati della giornata.

“Scioperare è un diritto sacrosanto", sottolinea qualcun altro, "ma le difficoltà per gli habitué delle ferrovie iniziano a essere insostenibili. Un’altra giornata di disagi per il popolo dei viaggiatori che alla macchina preferiscono il treno ma che, sempre più spesso, e perfino nel fine settimana come in questo caso, si ritrovano alle prese con scioperi e ritardi.

Il tutto per un servizio fondamentale, proprio nel momento in cui si dibatte sulla necessità di ridurre il traffico per proteggere l’ambiente e ridurre le emissioni di sostanze inquinanti, prima che sia troppo tardi per il nostro pianeta. Senza dimenticare che stando al contratto stipulato tra Regione Toscane e il gestore del servizio di trasporto, ogni anno le tariffe sono destinate ad aumentare in virtù dell’adeguamento all’inflazione corrente. Insomma, il biglietto costa di più ma il servizio non è sempre dei migliori. Anzi: "Ogni giorno ce n’è una", a citare la testimonianza di una signora che mercoledì scorso è rimasta a piedi dopo che il treno delle 6.53 da Castiglion Fiorentino a Firenze è stato soppresso.

Una delle tante giornate nere per i pendolari che si ripetono da mesi e seguono solo di poche settimane la disavventura dei viaggiatori che sono stati fatti scendere da un treno in Valdarno per un guasto e hanno dovuto aspettare l’arrivo di un altro convoglio per raggiungere Firenze.

Ed è proprio questo uno dei motivi per cui domani i rappresentanti dei pendolari saranno ricevuti in Regione per una riunione convocata dall’assessore regionale Stefano Baccelli con i vertici di Rfi e di Trenitalia. E speriamo che questa sia la volta buona.