Lo schianto a Memmenano
Lo schianto a Memmenano

Arezzo, 11 luglio 2019 - Ho sentito un lamento dietro il guard rail»: è un carabiniere a raccogliere la richiesta forse involontaria di aiuto di Nicholas, il grande amico di Nunzio e l’altro protagonista dell’incidente. Sono passati pochi minuti dall’arrivo sul posto della pattuglia mandata dal comando di Bibbiena e guidata personalmente dal capitano Gabriele Fabian. Pochi minuti: il tempo di affacciarsi su quella strada segnata a lutto, di illuminarla, di scoprire i resti di Nunzio e insieme del motorino, del quale era rimasto davvero poco.

Poi quel lamento: perché lì per lì, e tutti lo avrebbero pensato, l’impressione era che in sella allo scooter ci fosse un ragazzo solo. Difficile immaginare che dalla regionale 70 della Consuma, uno dei due giovani fosse stato sbalzato addirittura oltre la lamiera che protegge la strada. Un lamento, la corsa del 118, che ormai poteva fare poco all’altro ragazzo, morto sul colpo, e che si è mobilitato per ridare una speranza di vita all’amico.

Una speranza, concreta ma ancora priva di certezze. Il Pegaso è atterrato nel campo sportivo di Bibbiena e lì l’ambulanza ha portato il ferito, stabilizzato malgrado le sue gravi condizioni. Quindi il volo verso Siena. Dove è attualmente ricoverato in rianimazione. Una lunga operazione, una serie di fratture gravi, il rischio di lesioni: dall’ospedale ci confermano che non ci sono stati peggioramenti, quindi le sue condizioni sono stabili.

E in questi casi è il massimo che ti puoi attendere dopo un incidente del genere. Un incidente la cui dinamica è allo studio dei carabinieri, che per questo, oltre che per accelerare i soccorsi e chiudere il traffico sulla regionale, sono rimasti a lungo, nella notte pesante di Memmenano.

I dati certi? Lo scooter dei due ragazzi, un Phantom Malaguti 50, andava da Bibbiena verso Poppi, e alla guida c’era proprio Nunzio. L’auto, una Clio bianca, si muoveva nella direzione opposta. Siamo a ridosso di Memmenano, davanti al Vivaio Pistacchino. L’impatto avviene all’uscita della semicurva, era la macchina a sbucare da quell’angolo della strada. Non sorpassi, non innesti sulla regionale da vie traverse, due mezzi nelle loro direzioni.

Cosa sia successo è difficile dire: uno dei due ha allargato invadendo l’altra carreggiata? Il solito attimo di distrazione fatale, di quelli che proprio in questi giorni sono nel mirino di mille inchieste? Le statistiche della strada potrebbero andare in questa direzione ma è solo e soltanto un’ipotesi, non suffragata da nessuna certezza. E alla fine è uno di quegli elementi che cambiano fatalmente gli strascichi per chi resta ma non restituiscono chi hai perduto.

Ed è lì che tutti i riflettori restano accesi. Lì e a Siena, dove Nicholas lotta per salvarsi, affiancato dai suoi cari e dagli stessi amici che insieme piangono la fine di Nunzio. Quasi tutti li descrivono come una cosa sola, prima nello studio, poi nel calcio, poi nelle gite e nei momenti di allegria. L’unica cosa a non stupire è che l’incidente lo abbiano avuto insieme, visto che insieme davano del tu alla vita. Che però, ingrata, alla fine li ha divisi. Uno spezzato dal destino, l’altro ripreso per un soffio da un lamento dietro il guard rail