Pronto soccorso, la rete tiene . Si allenta la morsa degli accessi ma sono 300 nei due giorni festivi

Il dato è inferiore a quello di un anno fa tuttavia resta una prova del fuoco per l’hub dell’emergenza . Quasi metà dei casi sono codici minori. Con lo stop di Pasqua dei medici di base, tutti corrono in ospedale.

Pronto soccorso, la rete tiene . Si allenta la morsa degli accessi ma sono 300 nei due giorni festivi

Lavoro no stop per i medici del Pronto soccorso: molti accessi anche a Pasqua

Il malato suona sempre due volte. E se non è lui ad attaccarsi al campanello del pronto soccorso è quello che lo segue in coda. Di sicuro a Pasqua come in tutte le feste comandate al pronto soccorso non ci si annoia mai e si va avanti ventiquattrore su ventiquattro. Perfino in un anno nel quale le richieste di aiuto sono calate un po’ rispetto all’assalto del 2023 ma pur sempre rimanendo alte. Con una percentuale altissima di codici minori, una sorta di timbro di fabbrica: i medici di famiglia staccano per le feste, come è anche legittimo che sia, e qualunque timore o malessere viene affrontato attaccandosi al campanello del pronto soccorso, con la sicurezza di trovare volti e professionalità sempre operativi e pronti a dare risposte a ogni esigenza.

Ecco i numeri: a Pasqua sono stati registrati 152 accessi, con un 42 per cento di codici minori, dieci per cento in meno rispetto alla media. Nel giorno di Pasquetta, fino alle 16 gli accessi sono stati 126 quindi c’è stato un aumento rispetto al giorno precedente ma anche in questo caso i codici minori rappresentano il 42 per cento del totale degli ingressi.

Oggi, è facile ritenere, i numeri cambieranno di nuovo, ma verso l’alto. è come tornare a un lunedì ordinario nella tabella settimanale e l’andamento della media riprenderà il suo corso con oltre il 50 per cento degli accessi riconducibile a codici minori. Con buona pace della task Force di professionisti dell’emergenza guidati dal direttore dell’hub Maurizio Zanobetti che proprio in questi giorni ha dovuto fronteggiare perfino l’assenza di qualche collega costretto a casa dai malanni di stagione.

Il surplus dei codici minori è il problema di sempre, che non va in vacanza neppure a Pasqua e Pasquetta.

I dati, ormai consolidati, parlano chiaro: oltre il cinquanta per cento degli accessi nel quartier generale dell’emergenza riguardano codici minori, cioè situazioni che non avrebbero bisogno del ricorso al pronto soccorso per essere valutate. è un problema anche di sensibilità: molti aretini corrono al pronto soccorso bypassando il contatto con il medico di famiglia, forse confidando - a torto - in una sorta di corsia preferenziale. Che non esiste. Ma ogni codice minore è un incarico da portare a compimento per gli specialisti del pronto soccorso che devono dedicarsi al caso e valutarlo nel dettaglio prima di compilare il referto.

La conseguenza diretta è un affollamento del pronto soccorso che crea un imbuto in sala d’attesa e che finisce per avere un impatto sui tempi delle prestazioni. Che, tuttavia, al San Donato sono collocate nel range alto dei Pronto soccorso più efficienti nella classifica toscana stilata da Agenas (l’agenzia nazionale che misura il termometro dei servizi sanitari regionali).

Ma la corsa dei codici minori al San Donato resta la sfida quotidiana. Per i medici che accolgono e curano e per i malati, quelli che hanno davvero bisogno del pronto soccorso.

Lucia Bigozzi