GAIA PAPI
Cronaca

Picchiò un infermiere. Il giudice respinge l’archiviazione

L’operatore intervenne con i colleghi per soccorrere il paziente. Prima e anche durante il trasporto iniziarono le percosse e le minacce.

Picchiò un infermiere. Il giudice respinge l’archiviazione

Colpì un sanitario che lo stava soccorrendo. Il giudice Soldini non accoglie la richiesta di archiviazione del pm che aveva considerato l’aggressione un "fatto lieve". "L’aggressione al personale sanitario è un atto che deve essere perseguito" spiega Stefano Buricchi, l’avvocato dell’infermiere 43enne che a maggio 2023 venne aggredito riportando lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. Si era recato in ambulanza per soccorrere un uomo, risultato poco collaborativo e "violento verbalmente ed aggressivo" già all’operatore della centrale con il quale aveva parlato telefonicamente. All’arrivo sul posto i sanitari trovarono l’uomo con evidenti ferite al polpaccio e all’avambraccio. Alla vista dell’ambulanza l’uomo cominciò ad imprecare adducendo un ritardo nell’intervento. Ma quando il personale medico cercò di calmarlo per procedere alle cure del caso, l’uomo si accanì contro l’infermiere minacciandolo e colpendolo con un pugno sulla spalla sinistra. E non solo. Nell’attesa dell’arrivo dei carabinieri, che nel frattempo erano stati allertati, cominciò anche a minacciarlo, "Ti vengo a cercare appena ricucito", tentando poi di colpirlo con una bottiglia. Le minacce continuarono anche a bordo dell’ambulanza, dove rifiutò i controlli sanitari della sua "vittima".

Ne seguì il trasporto al pronto soccorso del San Donato. Subito dopo le cure, l’indagato chiese scusa all’infermiere che, nel frattempo, si era sottoposto alle cure necessarie dalle quali emerse un trauma contusivo. Alla luce dei fatti il Pm chiese l’archiviazione, ritenendo che si trattasse di un "fatto di speciale tenuità", insomma "lieve".

L’avvocato Buricchi aveva chiesto l’opposizione all’archiviazione, che è stata accettata in questi giorni dal giudice. "Non è ammissibile parlare di "particolare tenuità" nell’aggressione in cui il mio assistito è stato vittima. La sicurezza dei nostri operatori sanitari è una priorità assoluta e non possiamo permettere che vengano aggrediti senza conseguenze. Dal post pandemia le aggressioni sono praticamente all’ordine del giorno ed è giusto che vengano trattate con l’adeguata severità, e che i responsabili vengano in modo conforme alla legge" continua l’avvocato Buricchi. Così il giudice ha deciso: "Non sussistono i presupposti per l’archiviazione , in primis in relazione alla condotta aggressiva, dal momento che l’atteggiamento dell’uomo, privo di qualsivoglia giustificazione, è continuato anche all’interno dell’ambulanza. Inoltre dall’esame del casellario giudiziario l’indagato ha vari precedenti penali che denotano un atteggiamento non rispettoso dell’incolumità fisica altrui". Queste le parole dell’ordinanza con la quali il giudice Soldini ha rigettato la richiesta di archiviazione del pm, disponendone la restituzione degli atti affinchè svolga ulteriore indagini entro sei mesi.