
Forestale
Arezzo, 12 luglio 2017 - Sgominato sulle sponde del Lago di Montedoglio un gruppo di romeni specializzato nella pesca di frodo a fini di commercio. Sequestrato circa 4 quintali il pescato, un gommone a motore e 500 metri di rete da pesca. Sfiorata una rissa tra i romeni e alcuni pescatori locali che protestavano contro la pratica della pesca abusiva con reti.
A seguito di un’operazione volta a reprimere il fenomeno della pesca abusiva con reti nel Lago artificiale di Montedoglio, i militari delle Stazioni Carabinieri Forestale di Pieve S.Stefano e Sansepolcro hanno in colto flagranza di reato alcuni romeni, che in violazione della normativa vigente, stavano per commerciare il pesce appena pescato nel lago. Era stato il personale incaricato del controllo della diga che origina il lago a segnalare ai Carabinieri Forestali la presenza di reti da pesca in alcune zone del bacino lacustre. Pertanto i militari hanno predisposto dei servizi di controllo notturno delle sponde del lago.
Verso le 22:30 del 10 luglio, in localià Bisolla, proprio di fronte al luogo dove erano appostati i Carabinieri Forestali della Stazione di Sansepolcro, è sopraggiunto un furgone che si è diretto verso la riva. Dall’automezzo sono scese tre persone, due delle quali, servendosi di un gommone a motore, hanno iniziato a recuperare le reti da pesca, mentre la terza persone è rimasta sulla sponda a dirigere le operazioni. A questo punto la pattuglia dell’Arma ha richiesto l’intervento dei colleghi della Stazione di Pieve S.Stefano, in modo da potere intervenire appena ritenuto opportuno. Dopo circa due ore è giunto sul posto un altro furgone, munito di impianto frigorifero, con tre persone a bordo che in seguito sono risultate di nazionalità romena. Le stesse, una volta fermate e interrogate dai Carabinieri Forestali, non hanno voluto fornire spiegazioni sul perché si trovassero li a quell’ora di notte.
Uno di questi, l’autista, ha ribadito però di essere pescatore professionale, cosa che è poi risultata vera. A quel punto i militari sono scesi verso il lago e hanno fermato una persona, anch’esso di nazionalità romena, intenta a recuperare il pesce ancora impigliato nelle reti. Le due persone sul gommone a motore si rifiutavano invece di raggiungere la riva, nonostante l’intimazione ad approdare, e si dileguavano nell’oscurità. A complicare la situazione giungevano sul posto alcune persone, probabilmente pescatori abituali frequentatori del Lago di Montedoglio, che iniziavano a inveire contro i romeni e a minacciarli.
Sono quindi dovuti intervenire i Carabinieri Forestali per disperdere questi uomini, evitando così che la situazione degenerasse in una rissa. Una volta riportata la calma, i militari hanno provveduto a identificare i pescatori romeni e a porre sotto sequestro il pescato (circa 4 quintali di lucci, carpe e persici anche di grandi dimensioni) e 500 metri di rete da pesca. In seguito è stato recuperato e sequestrato anche il gommone a motore, che nel frattempo era stato abbandonato in mezzo al lago. In seguito i romeni sono stati accompagnati per ulteriori accertamenti presso la Stazione Carabinieri Forestale di Pieve S.Stefano. A due di questi è stato contestato il reato di pesca, detenzione, trasbordo, sbarco, trasporto e commercio di specie ittiche in violazione della normative vigente. Si tratta del proprietario del furgone frigorifero, che è risultato essere anche il proprietario dell’altro furgone utilizzato per la pesca di frodo, e dell’uomo che dirigeva dalla riva le operazioni di recupero delle reti da pesca.