Pd, arezzo2020, m5s: “Bocciata l'attività 2023 dell'amministrazione Ghinelli”

“Una conferenza stampa necessaria per ristabilire la verità su quello che è stato il 2023, anno nel quale Arezzo è precipitata in tutte le classifiche nazionali”

Arezzo, 3 gennaio 2024 – Opposizione unita per la prima volta in questa consiliatura per la quasi totalità delle sue componenti nel “bocciare” l’attività 2023 dell’amministrazione Ghinelli.

E’ quanto emerso questa mattina nella conferenza stampa congiunta e convocata da Donato Caporali (PD), Francesco Romizi (Arezzo2020) e Michele Menchetti (M5S) e alla quale erano presenti anche i consiglieri Alessandro Caneschi, Valentina Vaccari, Giovanni Donati e Andrea Gallorini.

Rapporti interni alla maggioranza, opere pubbliche, manutenzione, opere strategiche, sociale, fondazioni, case popolari, gestione dei rifiuti, ambiente, frazioni, sono stati i temi principali sui quali si è focalizzata la critica della minoranza, concorde nell’auspicare il consolidarsi in futuro di un fronte comune tra tutti i partiti e movimenti contrari alla maggioranza di centrodestra per un’azione più forte e incisiva anche in vista delle prossime elezioni.

“Una conferenza stampa necessaria per ristabilire la verità su quello che è stato il 2023, anno nel quale Arezzo è precipitata in tutte le classifiche nazionali inerenti gli aspetti che più di altri identificano la qualità della vita – ha detto Donato Caporali. - Una maggioranza deficitaria anche nel proprio peso politico, come dimostra la mancanza di un qualsivoglia appoggio da parte di un governo nazionale del proprio colore in particolare nella vicenda della individuazione a Creti della sede della stazione Medioetruria, e nella questione del mancato finanziamento della Due Mari nel tratto aretino”.

Sulla compattezza della maggioranza si è espresso anche Francesco Romizi, che ha sottolineato come “l’assenza dei consiglieri di Forza Italia negli ultimi due consigli comunali rappresenta una crepa all’interno della coalizione di governo locale circa la quale sarebbero necessari chiarimenti da parte del Sindaco.

Sindaco che dovrebbe dare risposte anche per l’assenza costante, che nulla ha a che fare con questioni personali, bensì con una questione politica, ovvero un preludio della prossima campagna elettorale, con una vicesindaca che ne sostituisce il ruolo, e il leader indiscusso del partito di maggioranza relativa a livello nazionale, che risponde al nome di Francesco Macrì, che agisce da protagonista dietro le quinte.

Per la città e per i cittadini è necessaria chiarezza, capire cioè se si è già in campagna elettorale, cosa che andrebbe a discapito della buona amministrazione. Vorremmo anche sapere quali buone pratiche sono state portate in Europa e nel mondo, nei tanti eventi e missioni ai quali il sindaco ha partecipato nel corso del 2023 come descritto nel comunicato stampa di fine anno della giunta”. Lungo l’elenco delle criticità da parte di Michele Menchetti, a partire dalla gestione delle fondazioni.

Il capogruppo M5S ha in particolare criticato il bilancio 2022 della fondazione Arezzo Comunità, “122mila euro erogati dal Comune dei quali 85mila impegnati in consulenze esterne e 35mila per il compenso del direttore, destinazioni che poco rispondono alla missione sociale della fondazione stessa.

Del tutto insufficiente anche la gestione degli immobili comunali, a partire da palazzo Carbonati, al chiosco di Campo di Marte, al palazzo ex Banca d’Italia, alle Logge del Grano, all’ex casa del fascio, una inesistente manutenzione delle strade, e una insufficiente delle case popolari, e altrettanto contradditoria la gestione dei rifiuti, per i quali l’amministrazione dichiara un aumento della raccolta differenziata e al contempo un aumento del trattamento dei rifiuti stessi”.

Menchetti ha quindi criticato il primo cittadino e la giunta “per la gestione personale del palazzo comunale, in riferimento in particolare all’evento di celebrazione del padre del sindaco nella sala del consiglio comunale e per il quale ho chiesto un accesso agli atti”.

Ad entrare più nel merito dei progetti e delle opere pubbliche è stato il consigliere Alessandro Caneschi che ha definito Arezzo “la città delle buche e delle costose opere incompiute. Questi otto anni dell'amministrazione Ghinelli possono essere ricordati per l'inefficienza del sindaco ingegnere, che non ha ancora concluso nessuna delle opere da lui definite strategiche e per le quali ha anche istituto una specifica delega al fido valdarnese ing. Sacchetti, ovvero il raddoppio del tunnel del Baldaccio, lievitato nei costi e la cui conclusione dei lavori slitta di continuo, la rotatoria fantasma di via Fiorentina, iniziata in tutta fretta prima delle elezioni del 2020, ancora al palo, con costi più che raddoppiati e senza una data di fine, e l'intervento più emblematico, quello della nuova caserma della Polizia Municipale in via Filzi: lavori contestati dagli agenti della P.M., dai cittadini e anche dai gruppi dell'opposizione, e ora drammaticamente fermi, con risoluzione del contratto e senza avere idea di come andare avanti.

A tutto questo è associata una condizione pessima e inaccettabile di manutenzione e di decoro della città, strade, anche quelle di ingresso, in completo dissesto con profonde buche, marciapiedi impraticabili, diffuse barriere architettoniche, servizio di raccolta dei rifiuti con segnalazioni continue di rifiuti fuori dai cassonetti.

Da sottolineare lo scarso apporto alla ‘causa Comune’ di altri assessori che sono riusciti a perdere finanziamenti ingenti per oltre 10 milioni di euro, aderendo tardivamente ai benefici del bonus 110 per la riqualificazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, o che si sono caratterizzati per "finti" percorsi urbanistici di partecipazione (vedi area ex Caserma Cadorna) e per aver fatto proliferare altre medie strutture di vendita alimentare, due solo negli ultimi mesi, nella scellerata logica dell'urbanistica a spot”.

Molte le critiche anche ai servizi e alle politiche sociali. “Dati alla mano, lo slogan ‘la città di tutti e di ciascuno’ è rimasto tale senza concretizzarsi in servizi effettivi – ha commentato la consigliera Valentina Vaccari. – Dal tema del sostegno agli anziani, per i quali è rimasta totalmente disattesa la nostra proposta di co-housing sociale così come quella sui caregiver, peraltro approvata all’unanimità dal consiglio comunale nel 2021, ai servizi per la genitorialità con la mancata costituzione delle reti socio sanitarie previste per legge regionale e delle quali deve farsi capofila il comune.

Nulla è stato fatto dalla fondazione voluta dalla vicesindaca e che negli intenti avrebbe dovuto farsi proprio regia e coordinamento per associazioni ed enti che offrono servizi. Manca un serio programma di inclusione e prevenzione importantissimo in particolare per i bambini, e non ci sono notizie dei grandi progetti urbanistici ed edilizi legati alla cultura come la public library, la destinazione del palazzo di via Pellicceria, o l’insuccesso dei corsi universitari destinati alla sede della ex Casa delle culture”.

Da parte del consigliere Giovanni Donati, dito puntato sulla “mancata considerazione delle richieste dei cittadini e della loro partecipazione alla vita pubblica”; da Andrea Gallorini una denuncia della mancanza di un progetto politico per lo sviluppo delle frazioni: “non basta provvedere alla messa in opera di brevi tratti di nuove asfaltature – ha detto Gallorini-, è necessaria una programmazione che le rimetta al centro recuperando la loro partecipazione attiva per a definizione della loro crescita”.