
Sopralluogo del sindaco e progettisti al teatro comunale di San Giovanni
Procedono senza intoppi i lavori di realizzazione del nuovo teatro comunale di San Giovanni. Il cronoprogramma è rispettato e la conclusione dell’intervento è prevista per il primo semestre del 2025. Ci vorranno poi alcuni mesi per i collaudi. L’amministrazione comunale è quindi orientata per l’inaugurazione entro la fine del prossimo anno.
E sarà una inaugurazione in grande stile, perché la città di Masaccio, dopo anni, avrà un teatro comunale modernissimo, che ospiterà compagnie di alto livello. Un investimento da diversi milioni di euro che ha previsto il completo rifacimento della struttura. Tra i lavori, il dimensionamento del palco, l’eventuale elaborazione di una nuova posizione del boccascena, la possibilità di rivedere l’altezza della soffitta (ora a soli 9 metri dal piano del palco) e una nuova impiantistica.
Ma il progetto prevede anche un sistema di sollevamento sul lato sinistro del palco per l’eliminazione delle barriere architettoniche, il miglioramento della capienza ed del numero dei camerini e un ingresso riservato per gli artisti. Lo schermo da proiezione è previsto policinale, avvolgibile a scomparsa attorno ad un rullo motorizzato. I posti a sedere saranno poco meno di 500, dei quali circa 376, compresi quelli per i disabili, in platea, mentre restano invariati quelli in galleria, cioè 120.
Il Teatro Comunale di San Giovanni Valdarno, inaugurato nel 1949, nasce come cinema, ma all’origine anche come luogo di rappresentazione di spettacoli leggeri del genere cosiddetto di varietà, che era in voga dalla fine dell’Ottocento, per arrivare nei primi anni del secolo scorso. Poi questo genere è divenuto meno diffuso, anche per l’avvento del cinema sonoro. La struttura è chiusa dal 2015. Insomma, la città tornerà a riavere un luogo di cultura di altissimo livello, nel quale sarà organizzato un cartellone teatrale decisamente all’altezza.
Quella del vecchio Bucci risulta essere una delle più complesse e travagliate opere degli ultimi decenni. Una storia che parte dal lontano 2009 quando il comune di San Giovanni Valdarno acquistò lo stabile, inserendolo poi all’interno di un ambizioso progetto di polo culturale integrato che prevedeva la ristrutturazione dell’ex Palazzo del Fascio e dello storico cinema di Corso Italia, grazie ad un finanziamento di circa quattro milioni di euro erogati dalla Regione Toscana. Soldi necessari per dotare la città di un nuovo spazio bibliotecario, ricavato all’interno dell’ex Casa del Fascio e un nuovo, moderno, teatro. Dopo alcune modifiche al progetto iniziale, che prevedeva la realizzazione di un centro polifunzionale proprio all’interno del Bucci, si è optato per un recupero che non stravolgesse completamente l’architettura dell’edificio, che è di grande pregio.