Marco Feri
Marco Feri
di Alberto Pierini AREZZO "Oggi abbiamo 22 ricoverati: siamo quasi pieni ma qualche spiraglio comincio a vederlo" Marco Feri, il primario rock, la sua seconda passione, sorveglia la "trincea" della terapia intensiva con la serenità che è parte integrante del suo carattere. Beh, ventidue è solo uno meno di ieri.. "Sì, è chiaro che siamo sempre all’orlo: ma il tempo ti aiuta a pesare anche le differenze" Ad esempio? "Da qualche giorno abbiamo avuto qualche accesso in meno. E poi.." Poi? "Beh, è un po’ che non mandiamo pazienti a Grosseto o a Siena" E questo è fondamentale.. "Certo, preferiamo più possibile...

di Alberto Pierini

AREZZO

"Oggi abbiamo 22 ricoverati: siamo quasi pieni ma qualche spiraglio comincio a vederlo"

Marco Feri, il primario rock, la sua seconda passione, sorveglia la "trincea" della terapia intensiva con la serenità che è parte integrante del suo carattere.

Beh, ventidue è solo uno meno di ieri..

"Sì, è chiaro che siamo sempre all’orlo: ma il tempo ti aiuta a pesare anche le differenze"

Ad esempio?

"Da qualche giorno abbiamo avuto qualche accesso in meno. E poi.."

Poi?

"Beh, è un po’ che non mandiamo pazienti a Grosseto o a Siena"

E questo è fondamentale..

"Certo, preferiamo più possibile tenerli con noi, specie perni familiari. Anche se è un sistema che ha risposto alla grande"

Autocompiacimento?

"No, io sono solo uno di una squadra. Ma qualunque malato ha trovato una risposta ospedaliera ai massimi livelli, tecnologici e professionali"

Insomma, non un ospedale da campo..

"Esatto: ed è quello che la sanità migliore deve garantire"

Prendiamo il toro per le corna: fuori c’è aria di aperture..

"Sì, lo avverto anch’io"

Preoccupato?

"Lo confesso: tantissimo. L’ospedale è comunque pieno e non possiamo permetterci un nuovo aumento di contagi"

Cosa le fa paura?

"Di natura poco. Ma temo più i gruppi spontanei, le piazze piene di ragazzi che non i locali aperti con regole precise"

E quindi teme qualcosa che non si è mai interrotto..

"Sì, è stata una zona rossa strana: teoricamente blindata, in realtà è cambiato poco"

Mentre con il lockdown..

"Avvertivi la differenza fuori e la avvertivi in ospedale"

Il consiglio?

"Non sono un predicatore. Ma dobbiamo evitare di lasciarci andare, l’emergenza non è finita"

Il clima nel reparto?

"La stanchezza è tanta: la stanchezza psicologica di chi si trova a gestire malati gravi e per lungo tempo"

Quanto lungo?

"Ho ricoverati da 50 giorni"

Più gravi delle altre ondate?

"Almeno diversi. Si presentano pazienti con compromissioni epatiche e renali che in precedenza non avevamo"

Come se lo spiega?

"Forse effetto delle varianti.."

Quindi non incidono solo sul numero dei contagi...

"Non ho certezze, tentiamo di capire e interpretare certe patologie. E non solo..."

Cos’altro?

"E’ aumentata la predisposizione ad intercettare altri batteri, che poi complicano il quadro"

Ma c’è anche soddisfazione?

"Tanta. Credo che abbiamo fatto un buon lavoro davanti ad una situazione critica"

Sul piano terapeutico?

"Da pochi giorni abbiamo avviato l’Ecmo"

Prego?

"L’ ossigenazione extracorporea, una tecnica che supporta le funzioni vitali dall’esterno, aumentando l’ossigenazione del sangue e riducendo i valori ematici di anidride carbonica"

Tre passi nel futuro...

"Per noi e per l’ospedale: in questo momento il San Donato è allo stesso livello dei grandi centri universitari"

E non è solo tecnologia..

"No, ormai i parenti entrano periodicamente nel reparto"

Anche da chi è in fin di vita..

"Sì, in un anno è cambiato il mondo".

Come ha deciso via via i trasferimenti?

"Ho sempre lasciato un letto libero per l’emergenza"

Insomma pieni ma per il prossimo malato c’è sempre posto..

"Esatto: questa è la mia sanità"