Helenia Rapini
Helenia Rapini

Arezzo, 9 novembre 2019 - Non aveva allacciato le cinture di sicurezze. E’ quanto emerge, secondo le prime indiscrezioni, dall’autopsia effettuata ieri mattina su Helenia Rapini all’ospedale valdarnese della Gruccia da parte dell’equipe di medicina legale dell’università di Siena. L’esame avrebbe riscontrato che la morte della ragazza sarebbe avvenuta a causa dello schiacciamento del torace.

La mancanza della cintura, avrebbe scaraventato Helenia, senza alcuna protezione, contro il montante, ingigantendo in tal modo la violenza dell’urto del Suv Qasqai con la Athos Hyundai della ventinovenne aretina. In questo caso neppure l’airbag, se scattato, avrebbe potuto evitare le lesioni che hanno portato alla morte sul colpo.

Naturalmente si tratta ancora di indiscrezioni che andranno adesso suffragate da ulteriori accertamenti: né d’altra parte si può dire con certezza che la cintura avrebbe salvato la vita ad Helenia. L’autopsia era stata richiesta dal pubblico ministero Andrea Claudiani per chiarire gli aspetti legati al decesso, anche in vista della fase processuale che inevitabilmente interesserà il conducente del suv, rimasto ferito in modo serio e tuttora ricoverato in prognosi riservata alle Scotte di Siena, sia pure non in pericolo di vita.

L’altro aspetto riguarda la dinamica dell’incidente, ricostruito dalla polizia locale, accorsa pochi minuti dopo l’incidente, accaduto nel lungo rettilineo della strada comunale di Ristradella. La mancanza di frenate, unita ai rilievi tecnici, porta allo scontro frontale per l’invasione di corsia da parte del Suv che ha centrato l’utilitaria della ragazza, facendola finire fuori strada.

C’è stata anche una terza coinvolta in modo marginale, tanto è vero che il conducente se l’è cavata solo con qualche graffio. Aperto, anzi apertissimo, il problema di una strada pericolosa, stretta e dall’asfalto sconnesso, usata però a tutta manetta da troppi automobilisti che cercano di guadagnare tempo sfuggendo dagli intasamenti della regionale 71 e pigiando sull’acceleratore grazie al lungo rettilineo.

Non basta dunque la segnaletica che indica in 50 chilometri orari la velocità massima; servono invece interventi di manutenzione insieme a un maggiore presidio della forza pubblica per reprimere i comportamenti scorretti. Tornando a Helenia, questa dolce ragazza che amava gli animali e che lavorava al canile dell’Enpa, i suoi funerali saranno celbrato lunedì mattina alle 10,30 nella chiesa di Saione. Il magistrato ha già concesso il nulla osta alla sepoltura.