GLORIA PERUZZI
Cronaca

Mario Calabresi presenta 'Il tempo del bosco': un invito a rallentare alla Fraternità di Romena

Mario Calabresi esplora il significato del tempo e delle scelte nel suo nuovo libro 'Il tempo del bosco'.

Mario Calabresi esplora il significato del tempo e delle scelte nel suo nuovo libro 'Il tempo del bosco'.

Mario Calabresi esplora il significato del tempo e delle scelte nel suo nuovo libro 'Il tempo del bosco'.

"Non si può fare tutto e non sentirti in colpa se non ce la fai. È più importante imparare a scegliere e avere il coraggio di rinunciare a qualcosa, senza troppi rimpianti". Da questa consapevolezza, Mario Calabresi, giornalista e scrittore, direttore della podcast company Chora Media, parte per un viaggio sul senso del tempo e delle nostre scelte quotidiane. Il suo ultimo libro "Il tempo del bosco" (Mondadori), sarà presentato oggi alle 16 all’auditorium della Fraternità di Romena da Massimo Orlandi. Insieme all’autore ci saranno Paola Ciampelli, comandante del reparto carabinieri biodiversità, e Luigi Verdi, fondatore e responsabile della Fraternità di Romena.

Calabresi, quando è nata l’idea del bosco come simbolo del bisogno di rallentare? "Devo essere onesto, quando ho iniziato a scrivere il libro, il bosco non c’era. L’idea è nata dopo un incontro con David Monacchi, un professore del conservatorio di Pesaro che registra i suoni delle foreste primordiali. Mi ha parlato di luoghi in cui la natura è testimone del tempo presente e passato. Gli ho chiesto: "Esiste un posto simile in Italia?". Mi ha suggerito Sasso Fratino, la riserva naturale integrale delle Foreste Casentinesi".

Com’è stato visitare Sasso Fratino? "Un’esperienza incredibile. Sono stato accompagnato dai carabinieri forestali di Pratovecchio, grandi esperti del bosco come la comandante Paola Ciampelli. Circondato da alberi di 500 anni, testimoni silenziosi di epoche remote, ho percepito una diversa sensazione del tempo".

Ha conosciuto anche Fabio Clauser, fondatore della riserva. "È stata una meravigliosa sorpresa. Ha 105 anni, è in gran forma e forse, oggi, sarà alla presentazione. Sua figlia Marina dice che il suo segreto è stato quello di vivere secondo il tempo del bosco: in simbiosi con la natura, rallentando e riflettendo. Da qui nasce il titolo del libro".

Cosa l’ha colpita di Clauser? "La sua meraviglia per la bellezza del bosco. Negli anni ‘50, incaricato di gestire le foreste per il taglio, scelse di salvarle, mosso dallo stupore per una bellezza che sentiva il dovere di proteggere".

Cosa le è rimasto di questa visita in foresta? "La voglia di portare un po’ di bosco nelle nostre vite. Non possiamo scappare tutti dalle città, ma dobbiamo distinguere tra urgenza e importanza. Spesso corriamo dietro a mille cose non necessarie".

Cosa significa rallentare? "Dare spazio a ciò che ha valore: sogni, incontri, progetti, ciò che ci sta a cuore fare. Mettere al centro le cose importanti e vivere con più consapevolezza".

Dobbiamo imparare a scegliere e a rinunciare? "Mi viene in mente un incontro con Salman Rushdie: lui ricordava dettagli di una nostra conversazione di sette anni prima, mentre io, immerso nella frenesia del mio lavoro, non ricordavo quasi nulla. Ho capito che, non è importante fare tante cose, ma farne poche e con profondità".

Come possiamo trovare questo equilibrio? "Alessandro D’Avenia mi ha dato un’ottima indicazione: dobbiamo recuperare il senso del destino, inteso come un percorso unico e personale, centrale per gli antichi greci. Oggi siamo troppo concentrati sulla velocità e le richieste immediate. Per trovare equilibrio, è utile immaginare una destinazione da mettere a fuoco per orientare le nostre scelte e che rappresenti i nostri sogni".

Del racconto in podcast, cosa le piace? "La profondità. Una conversazione di 25 minuti permette di esplorare davvero un argomento. Gli ascolti dimostrano che c’è grande interesse per l’approfondimento. Con i podcast si crea un dialogo ricco che accompagna le persone nella quotidianità, impossibile da replicare nei giornali dove lo spazio è limitato".