Mara Venier (Ansa)
Mara Venier (Ansa)

Arezzo, 23 settembre 2019 - Il caso della «maestra» d’asilo con le mani troppo lunghe, che a luglio scatenò un putiferio, approda davanti alla grande platea nazionale di Domenica In, il contenitore festivo di Rai Uno condotto da Mara Venier. Lo fa con una lettera che la conduttrice legge in diretta, nel corso della sua consueta rubrica dedicata al dialogo con gli ascoltatori, inviata da due giovani genitori valdarnesi (il nido, si ricorderà, era di Montevarchi) che lamentano come sulla storia sia calato il silenzio, nonostante il forte disagio dei bimbi coinvolti, fra cui il figlio della coppia, che solo adesso cominciano a superare lo choc di quanto è successo.

La popolare Mara legge tutto e poi lancia un appello perchè la vicenda non finisca nel dimenticatoio. Ma a che punto è l’inchiesta a suo tempo aperta dal Pm Elisabetta Iannelli? Secondo fonti giudiziarie, non sarebbe lontano l’avviso di chiusura indagini, con Sara Fantoni, la protagonista, accusata di lesioni nei confronti delle piccolissime vittime, aggravate dal fatto che erano a lei affidate nel ruolo di educatrice.

Non è scattata, invece, non ancora almeno, la seconda imputazione, quella legata eventualmente all’esercizio abusivo della professione, perchè in realtà la maestra tale non era, avendo al suo attivo solo un diploma di licenzia media.

Lei, dinanzi al Gip Piergiorgio Ponticelli che la interrogava dopo averla interdetta dalla svolgere funzioni educative, spiegò che in realtà l’insegnante non l’aveva mai fatta, affidando l’incarico a professioniste che l’abilitazione l’aveva davvero, e limitando il suo ruolo a quello di chi dentro l’asilo «L’isola della fantasia» di cui era titolare svolgeva compiti meramente di fatica, come pulire e cambiare i pannolini ai bambini.

Le telecamere installate dai carabinieri nel nido di Montevarchi dopo le prime denunce seguite ai racconti dei bambini avevano già accertato per quaranta giorni come la signora, 41 anni, mollasse schiaffi e pizzicotti ai piccoli, nel fasciatoio e nella stanza riservata al riposo, quando le vere maestre erano in pausa pranzo.

Non potendo negare quello che era nelle immagini, Sara Fantoni, difesa dagli avvocati Roberto Alboni e Tommaso Acuti, si giustificò dicendo che era successo tutto in un momento di forte stress emotivo per lei e dichiarandosi pentita di quanto aveva fatto. Intanto, si era già consumata la fuga delle famiglie dal Nido, con i genitori che in preda a una sorta di psicosi si precipitarono a ritirare i figli da molti asili del Valdarno, prima che venisse precisato quale era quello coinvolto. Adesso la titolare ha definitivamente chiuso il suo nido. Alla ripresa dopo l’estate, L’«Isola della fantasia» non esiste più. Ma ben difficilmente qualcuno avrebbe accettato di tornarci.