Lega, dieci esponenti dicono addio. Terremoto alla vigilia del congresso. Santoni: "Partito senza democrazia"

Dimissioni e accuse alla leadership aretina. Tra i fuoriusciti anche la consigliera nel mirino sul caso Polcri. Lei resta in campo e strizza l’occhio alla lista civica di Ghinelli. I vertici provinciali al test di Firenze.

Lega, dieci esponenti dicono addio. Terremoto alla vigilia del congresso. Santoni: "Partito senza democrazia"

Lega, dieci esponenti dicono addio. Terremoto alla vigilia del congresso. Santoni: "Partito senza democrazia"

L’ammutinamento scatta alla vigilia del congresso regionale. Dieci leghisti come"dieci piccoli indiani"? Non siamo alla trama noir di Agatha Cristie, ma il giallo colora l’appuntamento che anche in Toscana come nel resto d’Italia, marca la leadership salviniana. Ad Arezzo se ne vanno sbattendo la porta dieci militanti della prima ora e tra questi Cinzia Santoni, consigliera provinciale al centro di una lunga querelle coi vertici del partito (in ballo anche un provvedimento di espulsione) sull’affaire Provincia. La Lega sta all’opposizione del presidente Alessadro Polcri e agli antipodi del centrodestra che, invece, governa con l’inquilino di Palazzo dei Grandi. Oltre a Santoni scendono dal Carroccio aretino Stefano Tassi, ex vicesindaco di Montevarchi nella prima giunta Chiassai, Lanfranco Sabato, Cinzia Santoni, Gianni Arno, Rossano Innocenti, Massimo Mugnai, Letizia Arno, Pasquale Gerace, Radenko Blagojevic, Federico Arno, Salvatore Berlingò e Gianluca Bonsignori. Firmano le dimissioni e una nota nella quale puntano il dito contro un partito che "ha perso totalmente la linfa vitale più che altro democratica e purtroppo ha perso anche lo stile. La linfa vitale era data dalla vicinanza ai territori e ai cittadini che oggi, più che mai, subiscono solo scelte, spesso incomprensibili, giustificate da decisioni volute dai vertici provinciali, regionali o nazionali senza mai avere spiegazioni o chiarimenti".

I dieci leghisti, ormai passati nelle file degli ex, si definiscono "delusi e amareggiati" e nella nota stigmatizzano lo "stile del partito" che "diventa evidente quando in un solo stato di famiglia troviamo due stipendi da parlamentare, leciti ma non condivisi e condivisibili. Quando lettere firmate da militanti espongono perplessità e fatti che non vengono presi in considerazione; quando gli eletti chiedono chiarimenti sulla linea politica. A parte le linee generali dettate a livello nazionale, ci sono peculiarità territoriali e alleanze politiche che spesso e volentieri non vengono prese in considerazione".

I "delusi e amareggiati" salutano il Carroccio ma non abbandonano il campo della politica. In particolare, Cinzia Santoni è pronta a continuare l’impegno guardando con interesse "all’esperienza delle liste civiche, ma non entro in nessun partito". Manovra di avvicinamento all’area moderata presidiata da Lucia Tanti, magari alla civica Ora Ghinelli? Gli indizi portano in quella direzione.

Tornando al congresso, Luca Baroncini, attuale commissario regionale del Carroccio e fedelissimo del leader, è il nome che raccoglie i consensi della maggioranza del partito e dei maggiorenti aretini. Tra questi la parlamentare Tiziana Nisini e il segretario provinciale Gianfranco Vecchi. L’esito del congresso regionale, di fatto, sancirà la nuova classe dirigente della Lega che qui dovrà gestire una tornata elettorale strategica: 26 comuni al voto nel 2024 in tandem con le europee e nel 2025 la doppia partita per il Comune di Arezzo e la Regione.

Lucia Bigozzi