La pandemia delle nuove povertà: "Richieste d’aiuto quadruplicate"

Tra stipendi che non bastano a sostenere il costo della vita e pensioni minime, nel giro di quattro anni la Croce Rossa, complice anche il Covid, è passata dalle 50 richieste di sostegno alle oltre 170.

La pandemia delle nuove povertà: "Richieste d’aiuto quadruplicate"

La pandemia delle nuove povertà: "Richieste d’aiuto quadruplicate"

Erano circa cinquanta le famiglie che prima del Covid si rivolgevano alla Croce Rossa per un aiuto. Da allora le cose sono precipitate. Oggi sono 170, al loro interno 50 minori di tutte le fasce di età. "Una situazione che è andata a migliorare rispetto al periodo della pandemia in cui i nuclei famigliari bisognosi avevano raggiunto quota 230" ci spiega il presidente della Croce Rossa aretina, Luca Gradassi. "Ma i numeri restano allarmanti". "In soli due mesi, dall’inizio dell’anno, abbiamo speso oltre tre mila euro per il solo sostegno alle bollette, non il pagamento totale".

Tutti hanno bisogno di un sostegno per far fronte alle utenze di luce e gas. Un’emergenza dovuta ai rincari, ma anche alla crisi generalizzata. Solo due anni fa, nel 2022, la Croce Rossa aretina spendeva circa 10mila euro all’anno per il sostegno al reddito; "Andando avanti così a fine anno si sfonderà la soglia dei 18mila euro, un impegno da non poco anche per noi" continua il presidente. Centosettanta nuclei famigliari, tra di loro stranieri e aretini, ormai non c’è nessuna differenza. Ad accomunarli un Isee bassissimo. A chiedere aiuto ci sono over sessanta, la cui pensione si piega ai forti rincari, ma anche giovani con lavoretti saltuari, stipendi che ormai non bastano a sostenere il costo della vita.

Chiedono di aiutarli a pagare una bolletta, ogni 15 giorni ricevono il pacco alimentare con generi alimentari, che il giovedì la Croce Rossa distribuisce nella sua sede in via Raffaello Sanzio. Oltre a quelle che arrivano da Agea, una parte delle derrate alimentari proviene direttamente dal nostro territorio attraverso alcune aziende locali. "Il giovedì mattina facciamo il giro dei fornai della zona, ci lasciano il pane del giorno prima, così lo consegniamo insieme al pacco" racconta Gradassi. La spesa alimentare, anche la più basica, sta diventando quasi un lusso, e il conto complessivo di una famiglia per una vita "normale" aumenta a causa del caro-energia. "Aiuti che noi elargiamo su segnalazione dei servizi sociali, più uno spot, al massimo tre volte all’anno, altrimenti è necessario entrare nel percorso dei servizi sociali. Molti si rifiutano, si sentono privati della loro dignità" racconta Gradassi.

Anche ritirare il prezioso pacco di alimenti per qualcuno è motivo di vergogna; per chi, magari, ha lavorato onestamente per una vita, e ora si trova schiacciato dal peso dei costi. Le storie sono tante e meritano il rispetto silenzioso che loro stesse chiedono. "Questo dà la cifra della situazione in città. I nostri numeri non bastano a raccontare un disagio che va ben oltre il conosciuto" continua. "Insieme al pacco alimentare, sono tante le richieste anche di indumenti, e prodotti per l’igiene personale e della casa. Attraverso i nostri volontari riusciamo a dare una risposta anche in questo senso". Ogni occasione è buona per raccogliere fondi. Con quanto raccolto in una cena di fine anno la Croce Rossa ha acquistato tute e oggetti sportivi per i ragazzi, e buoni in un’ottica della città per l’acquisto di occhiali. "Noi ce la mettiamo tutta. Ma la situazione è difficile. Emotivamente non è facile, perché non riusciamo a sostenere tutti come vorremo " conclude Gradassi.