La discarica di Podere Rota a Terranuova
La discarica di Podere Rota a Terranuova

Arezzo, 9 agosto 2016 - INFILTRAZIONI mafiose negli appalti del territorio aretino. Un’inchiesta di ambito provinciale che è approdata alla discarica di Podere Rota a Terranuova Bracciolini con un accesso agli atti richiesto dalla Prefettura di Arezzo. Ieri mattina  si sono presentati ai cancelli dell’impianto gli uomini della Dia, la Direzione Investigativa Antimafia, del Nucleo Operativo Ecologico, della Guardia di Finanza, della Polizia e i funzionari dell’Ispettorato del Lavoro, assieme ai Carabinieri della caserma terranuovese.

Gli inquirenti hanno acquisito gli atti relativi alla «procedura per l’affidamento dei lavori di completamento della seconda fase del progetto esecutivo di ampliamento». La Centro Servizi Ambiente Impianti spa che gestisce il sito valdarnese di smaltimento dei rifiuti ricorda di essersi messa subito a completa disposizione delle autorità, fornendo piena collaborazione per l’acquisizione della documentazione richiesta, senza interrompere, al tempo stesso, la normale operatività dell’impianto. 

IN BALLO una gara del valore di 265 mila 592,10 euro, Il 7 ottobre dello scorso anno l’appalto era stato aggiudicato a una ditta di Matera che aveva prevalso su 14 concorrenti. Due settimane prima della firma del contratto, però, l’impresa lucana si era improvvisamente ritirata, lasciando il posto a chi la seguiva in graduatoria, la Italcostruzioni di Siderno, in provincia di Reggio Calabria. Ed è su questa impresa che si incentra l’attenzione degli investigatori.

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