"Gianluca Vialli, l’uomo nell’arena" protagonista a Zenzero Fest

Gianluca Vialli, un campione che ha unito anche nel mondo del calcio, è ricordato da Marco Gaetani nel libro "Gianluca Vialli, l'uomo nell'arena". Zenzero Fest ospita l'autore per parlare della vita del grande campione, dei suoi successi in campo e fuori, e della sua straordinaria capacità di affrontare la malattia.

"Gianluca Vialli, l’uomo nell’arena" protagonista a Zenzero Fest

"Gianluca Vialli, l’uomo nell’arena" protagonista a Zenzero Fest

Dopo l’apertura di ieri con Flavia Cercato proseguono fino a domenica gli appuntamenti di Zenzero Fest che torna con l’annunciato calendario di ottobre, e un poker di incontri in programma nella Sala della Biblioteca Città di Arezzo per un calendario variegato per generi e stili. Un calciatore amato e apprezzato da tutti per le sue doti sportive e le sue qualità umane, un talento in campo e un esempio nella vita, la cui prematura scomparsa ha lasciato un grande vuoto: "Gianluca Vialli, l’uomo nell’arena" (66thand2nd) è il libro di Marco Gaetani, ospite oggi alle 18,30 di Zenzero Fest, in cui l’autore ripercorre la vita del grande campione raccontandola nelle sue tante sfaccettature, da cui emerge la figura di un uomo che non ha mai avuto paura, in campo e fuori, di battersi per i suoi obiettivi. Gianluca Vialli (nella foto) è stato una figura eccezionale, capace di unire anche in un mondo come quello del calcio che per natura è portato a creare divisioni. Pochi anni fa, quando lo abbiamo ritrovato dirigente sulla panchina della Nazionale, accanto al compagno di sempre Roberto Mancini, abbiamo riconosciuto subito il suo carisma, la sua fantastica capacità di motivare e stupire, come uomo e calciatore. In una Serie A che si stava rinnovando Gianluca Vialli è stato un atleta dall’impatto fisico devastante e dal grande profilo mediatico ma anche l’emblema di come l’etica del lavoro e il senso del sacrificio rendano ancora più significativo il percorso di un campione. La sua è stata una metamorfosi continua: ha superato le delusioni azzurre diventando uno dei re della Sampdoria più bella di sempre e, con la Juventus di Marcello Lippi, ha vinto quella Champions che per un soffio gli era sfuggita in blucerchiato. Poi il trasferimento in Inghilterra, a Londra, per porsi nuove sfide, i successi con il Chelsea, da giocatore e allenatore. Quindi le esperienze in televisione, la sua presenza mai banale. Infine, la straordinaria capacità di parlare della sua malattia.