Alex Orfei
Alex Orfei

Arezzo, 14 agosto 2016 - MORTO ammazzato per un regolamento di conti a Tropea, la vittima Werner De Bianchi era residente a Castiglion Fiorentino, precisamente nella frazione di Manciano dove la sua famiglia di circensi è proprietaria di alcuni ruderi. L’uomo, nato a Belluno 37 anni fa, conviveva con una 31enne da cui aveva avuto due bambini, il più grande di 9 anni e la sorellina di 6. Tragica la sua ultima trasferta in Calabria, De Bianchi è stato trucidato a coltellate da Alex Orfei, forse con la complicità di altri.

Qui in Valdichiana il gruppo composto da circa una trentina di persone del circo «Donato Orfei» ogni tanto faceva ritorno e trascorreva qualche settimana. Altri parenti dei De Bianchi, i più anziani, vivono qui in pianta stabile. La carovana di mezzi da circo e roulotte si nota mentre prende la strada delle campagne castiglionesi, stazionando nell’aia di fronte ai ruderi.

IL GRUPPO circense torna e riparte per gli spettacoli in Spagna o nel sud Italia, due classiche destinazioni della comunità che ha stabilito qui la residenza. È una storia di rivalsa quella che ha portato all’uccisione, ma forse c’entra qualcosa anche l’utilizzo del nome «Orfei», mal digerito dalla compagnia di Alex l’omicida, da cui però ha subito preso le distanze il gruppo di Ambra Orfei, titolare del conosciuto «brand». È stato De Bianchi prima di entrare in sala operatoria a fare il nome di Orfei, poi è stato arrestato dalla polizia di Tropea. Werner De Bianchi è deceduto dopo che i chirurghi dell’ospedale calabrese avevano cercato di rimuovere la lama del coltello che gli è stata spezzata in corpo.

Martedì all’ospedale di Vibo Valentia si svolgerà l’autopsia sul corpo di De Bianchi, mercoledì probabile il dissequestro della salma e il ritorno a Castiglion Fiorentino. Ancora non è stata fissata la data dei funerali, ma Werner De Bianchi sarà tumulato al cimitero di Manciano dove è sepolta anche la madre.