Fredy Pacini e, nel riquadro, Valerie Tonjoc
Fredy Pacini e, nel riquadro, Valerie Tonjoc

Arezzo, 28 novembre 2018 - Ladro ucciso nella notte, da due colpi di arma da fuoco esplosi dal gommista che reagisce a un tentativo di furto, il compagno di raid invece riesce a scappare. E' lo scenario da incubo che si è profilato nella notte, a Monte San Savino. La vittima è un giovane di 29 anni, di origine moldava:si chiamava Vitalie Tonjoc ed era entrato in Italia a settembre, in arrivo dalla Romania, risulta incensurato.. L'ha colpito Fredy Pacini, il titolare dell'azienda che, esasperato da ben 38 furti subiti negli ultimi anni, dormiva dentro il capannone.

Pacini è indagato per eccesso di legittima difesa. Sull'episodio è intervenuto il ministro dell'interno, Matteo Salvini: "Dopo il Decreto Sicurezza, arriverà in Parlamento la nuova legge sulla Legittima Difesa. Io sto con chi si difende, entrare con la violenza in casa o nel negozio altrui, di giorno o di notte, legittima l'aggredito a difendere se stesso e la sua famiglia. La mia solidarietà al commerciante toscano, derubato 38 volte in pochi mesi: conti su di noi!'

I colpi di pistola appunto (con una Glock) sarebbero stati esplosi all'interno del magazzino quando il gommista ha avuto la certezza di essere un'altra volta vittima di un raid ladresco. Ha preso l'arma e sparato: cinque volte, al ladro e al suo complice. Tre dei colpi si sono fermati sul muro, due hanno centrato le gambe del giovane moldavo.

Moldavo che, ferito, si è trascinato fuori e ha cercato di scappare ma è caduto fulminato in mezzo alla strada. Probabilmente era stato centrato all'arteria femorale ed è morto dissanguato o almeno questa è apparsa dal primo momento l'ipotesi più concreta. Anche se si scontra con un paradosso: non sembrano esserci tracce di sangue, almeno visibili all'esterno. Colpa del fatto che il proiettile è rimasto dentro, come qualcuno ipotizzava anche tra gli inquirenti? O elemento che potrebbe far pensare ad altri scenari, magari alimentati dal panico e dalla reazione febbrile del ladro davanti agli spari?

Di certo inutili i tentativi di soccorso del 118 che ha constatato due ferite d'arma da fuoco al ginocchio e alla coscia. Ma che non ha potuto far altro che confermare la morta del giovane.

La dinamica viene confermata sia pure ufficiosamente da fonti informali dei carabinieri e anche da fonti di procura. Pacini, 57 anni, era in pieno sonno, sempre secondo le prime ricostruzioni, è stato svegliato di soprassalto, è corso al piano di sotto e ha sparato contro i due che gli avevano sfondato il vetro, centrandone uno agli arti inferiori.

L'allarme arriva al 118 alle 3.52: il personale dell'emergenza arriva sul posto e prova a rianimarlo ma senza successo. La tragedia in via della Costituzione, nel pieno della zona industriale di Monte San Savino Sul posto insieme ai carabinieri si è precipitato anche il Pm di turno Andrea Claudiani..Con lui il capitano Monica Dallari, comandante della compagnia di Cortona dalla quale dipende la stazione di  Monte San Savino. Sul posto sono rimasti il vetro infranto dell'ingresso, quello dal quale è passato il moldavo, e la mazza che ha adoperato per spaccare la vetrina.

Fredy Pacini è un nome più volte rimbalzato nelle cronache, anche nazionali, anche in  Tv, dove era arrivato a raccontare la sua storia. Da quattro anni, dopo i primi furti, si era trasferito dalla sua casa nel centro del paese in azienda: dormo qui perchè voglio sorvegliare personalmente l'azienda dai ladri.L'ultima volta che si era trovato a tu per tu con un tentativo di furto era stato in marzo.

"Li ho visti - aveva raccontato - con il maglione a collo alto e un cappellino calato sulla faccia. Quando hanno capito che c'ero io sono scappati ma sto vivendo in un incubo. La mia vita è stata stravolta, sto qui dentro tutto l'anno, per me non esistono ferie, non esistono vacanze. Solo qui dentro. E' dura per me e per la mia famiglia. Solo nel 2014 ho stimato furti per oltre 200 mila euro, fra biciclette e gomme".

Il Pm Claudiani ha aperto un fascicolo per eccesso colposo di legittima difesa, quello che servirà per gli accertamenti di legge, dall'autopsia alla ricostruzione balistica. Se tuttavia fosse confermato che Pacini ha sparato contro due persone armate (la mazza o piccone è comunque un'arma impropria), e lo ha fatto di fronte e non di spalle, potrebber configurarsi un vero e proprio caso di legittima difesa, scriminata dalla legge e dunque non punibile. Ma bisognerà aspettare tutti gli esami di legge per avere maggiori certezze.