Il centro prova a voltare pagina
Il centro prova a voltare pagina

Arezzo, 24 novembre 2018 - Scusate l’eccesso di ottimismo. Nel senso che a noi i 7 mila residenti nel centro storico di cui La Nazione ha più volte parlato negli ultimi anni parevano pochi. Invece sono stati anche di meno: addirittura poco più di seimila nel censimento del 2001. I 7.185 abitanti del censimento successivo, quello del 2011, ultimo disponibile in attesa del 2021, rappresentano già, quindi, un primo segnale di risalita. Per la precisione 1079 in più, per una crescita tra le più sostenute d’Italia, addirittura il 17 per cento in più in dieci anni, secondo una puntigliosa ricerca curata dall’Ancsa, l’associazione nazionale dei centri storici, in collaborazione con il Cresme, prestigioso istituto di studi sociali.

Che tutti i problemi di cui si è parlato per la città antica fossero immaginazione, che sia in corso una rinascita rigogliosa di cui pochi si sono accorti? Calma e gesso. Perchè i numeri del salotto buono di Arezzo sono assai più contraddittori. Innanzitutto la popolazione. Ai 7 mila residenti e spiccioli si arriva grazie a una presenza di 1108 stranieri, il 15 per cento del totale, 933 in più rispetto al 2001.

Il tasso è significativamente più alto della media cittadina, intorno al 10, e anche se le tabelle non specificano meglio è presumibile che si tratti in gran parte di immigrati, cui tocca di prendere il posto degli aretini doc che si trasferiscono altrove. Al netto di chi viene da fuori, avremmo assistito a un ulteriore calo. Senza dimenticare che i 7 mila sono distribuiti in tutta la città dentro le mura, compreso dunque anche il centro moderno.

Quanti ne restano nell’acropoli arroccata sul colle vera e propria, la più pregiata e la più negletta anche dagli aretini? La metà forse? Significativo è anche il confronto con due capoluoghi vicini come Siena e Perugia. Sotto la Torre del Mangia restano 14 mila abitanti del centro, circa un quarto rispetto al totale cittadino, rispetto al 7% di qui.

Fenomeno opposto dalle parti di Corso Vannucci: in centro i residenti sono appena 5.242 su 150 mila complessivi: pesa probabilmente il fatto che la città antica perugina sia abitata principalmente da studenti fuori sede, che la residenza non la prendono. Ma torniamo alle cifre: i giovani nel centro di Arezzo sono 870 (19% in più), ma gli anziani (over 64) arrivano quasi al doppio, 1537 (anch’essi in crescita dell’11%). Molti degli uni e degli altri vivono soli o in nuclei ridotti al minimo.

Le famiglie infatti sono 3512 (681 in più), il che farebbe una media di due persone ciascuna. Invece quelle di un solo membro sono la bellezza di 1698 e quelle di due 786. Vuol dire che i due terzi dei residenti vivono in condizione di solitudine o semisolitudine. Manca il raffronto con il resto della città, ma le percentuali paiono decisamente più alte.

In compenso il centro continua a restare il cuore direzionale del capoluogo: vi lavorano ben 10 mila addetti (compresa la parte moderna di negozi e uffici) in crescita molto forte, il 36%. Ben 2197 (in lievissimo calo) le imprese, istituzioni e associazioni no profit che vi hanno sede. Fra i residenti, poi, gli occupati sono 3322 e i senza lavoro 268: l’8 per cento, meno della media, anche se bisogna riportarsi ai dati di disoccupazione del 2011.

Cospicuo, inevitabilmente, il patrimonio immobiliare: 3309 abitazioni occupate e 857 no (il 17%). Gli edifici (il 61% risale a prima del 1919) utilizzati sono 1568, quelli vuoti appena 9, ma gli ultimi anni post-censimento sembrano aver aumentato il problema dei contenitori inutilizzati o sottoutilizzati. E i prezzi? La media (valori 2016 dell’agenzia delle entrate) è di 1638 euro al metro quadrato, del 10 per cento sopra la media cittadina (il centro dunque resta zona di pregio) ma in calo del 5% rispetto al 2014, la famosa crisi del settore immobiliare.

I prezzi, 1638 euro al metro quadrato, sono i più bassi frale città storiche della Toscana, comprese Prato e Pistoia. Impietoso il confronto con Pisa (2329 euro al mq), Siena (2279) e Perugia (1943).