Centri commerciali, rivoluzione Mecenate: sbarca la Conad

La catena chiude la sede di via Chiarini e si installa a fianco di Euronics: apertura il 4 giugno. Dipendenti trasferiti, resta anche la sede di piazza Giotto

Il carrello con il coprimaniglia
Il carrello con il coprimaniglia

Arezzo, 15 maggio 2020 - Niente sarà più come prima? No, neanche i supermercati. Escono dalla bufera non con le ossa rotte, come gran parte delle attività commerciali. Ma cominciano a riposizionarsi sullo scenario cittadino. E il primo passo è eclatante: la rivoluzione Mecenate. La Conad chiude il presidio di via Chiarini, uno di quelli storici per la catena, ma in compenso apre proprio di fronte al parcheggio multipiano.

E apre presto, anzi anche prima: il 4 maggio. Occuperà una bella fetta, circa mille metri quadrati, del complesso che in passato era stato sede dell’Esselunga, prima che il gigante si trasferisse in via Leonardo da Vinci, e poi di una maestosa sede di Euronics. Euronics che però resterà anche in questa fase: stringe i suoi spazi ma mantiene comunque un buon presidio, per continuare a servire la sua clientela tradizionale.

E così nella sostanza si crea un novo centro commerciale. Un centro dove oltre al gigante dell’elettronica mantiene i suoi spazi anche Cisalfa, specializzato in articoli sportivi, e resta il bar di fronte al Liceo Artistico. E soprattutto atterra Conad. Conad Nord Ovest, un supermercato ormai da qualche anno in forte espansione nella città. Mille metri quadrati equivalgono ad uno spazio di vendita leggermente inferiore a quello di via Chiarini, che era uno dei più robusti.

Ma decisamente più ampio della loro sede più vicina, quella di piazza Giotto. Che comunque resterà al suo posto,malgrado a dividerle ci siano poche centinaia di metri. «Hanno un target diverso. E quella del Giotto – ci spiega Massimo Ciucchi, responsabile della rete toscana – è ormai ben incardinata nel quartiere. E i mesi del coronavirus lo hanno confermato».

I dati sono inequivocabili: tra le sedi Conad aretine è quella che è cresciuta di più in termini percentuali, sfiorando un aumento del 30%. E questo conferma la linea strategica della catena, che al posto degli ipermercati scommette su realtà intermedie, e che sfruttano la scia dei quartieri. «I supermercati hanno retto meglio di buona parte del commercio: ma non per tutti è stato un periodo favorevole».

Ciucchi fa l’esempio di via Guido Monaco. «Per noi è un punto strategico ma ha pagato un prezzo salato al crollo di pendolari, alla chiusura degli uffici e allo svuotamento delle attività in centro». Ora la nuova scommessa. Il multipiano forse se ne gioverà, anche se resta il parcheggio a servizio delle strutture commerciali. I lavori di adattamento sono a buon punto: il 2 giugno dovrebbe esserci la chiusura di via Chiarini e giovedì 4 l’accensione della nuova insegna.

L’inizio di una trasformazione anche della grande distribuzione? Non è escluso. La partita più importante rimane quella dell’area Lebole, dove è previsto l’insediamento di un grande supermercato. Sfumata l’ipotesi Esselunga, il testimone è passato anche lì alla Conad, si tratta di capire quanto l’emergenza di questi mesi e di quelli che verranno peserà anche sulla bilancia di quella parte di Arezzo che non riesce proprio a decollare.

E poi l’offerta è diventata talmente ampia che il rischio della saturazione è sempre al varco. Qualche insegna è caduta, come la Crai di via Pisano, ma i boatos non ne escludono altre. Tanto per confermare che niente sarà davvero più come prima.