Castello di Mammi. Il Comune pronto al passo: "Saremo parte civile"

Agnelli ha affrontato il caso e presa la decisione durante il consiglio comunale. L’antico edificio è sotto sequestro da gennaio per danni urbanistici e ambientali. .

Castello di Mammi. Il Comune pronto al passo: "Saremo parte civile"

Castello di Mammi. Il Comune pronto al passo: "Saremo parte civile"

"Non esiteremo a costituirci parte civile se l’intervento dovesse aver arrecato danni anche al patrimonio pubblico", così il sindaco Agnelli nell’ultima seduta del consiglio comunale in cui è stata affrontata il caso Mammi: l’antico castello di Castiglioni che è sotto sequestro da inizio mese di gennaio e tra le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti - ancora tutte da dimostrare - c’è lo spettro di danni urbanistici e culturali oltre a quelli ambientali. Secondo gli investigatori i lavori di ristrutturazione dell’immobile, adesso in mano a tre cittadini stranieri, sarebbero andati avanti senza le necessarie autorizzazioni. "Da parte degli uffici comunali è stata data massima collaborazione alle autorità, dimostrando che non vi era alcuna autorizzazione rilasciata dall’ufficio urbanistica - spiega il sindaco Agnelli - non esiteremo a costituirci parte civile se l’intervento dovesse aver recato danno anche al patrimonio pubblico, secondo le risultanze tecniche dell’ingegnere incaricato". "Per quello che mi riguarda non ho, e non ho mai avuto, nessuna intenzione di passare sopra ad abusi edilizi evidenti o non, indipendentemente da chi e da dove vengano riscontrati" chiosa Agnelli. Una questione che è diventata scottante anche dal punto di vista politico. Ieri è intervenuto anche il partito democratico che ha puntato il dito contro il primo cittadino, "il sindaco Agnelli non può pensare di sgusciare via come un’anguilla: è suo dovere dare alcune risposte".

La nota del Pd si riferisce, tra le altre cose, al ruolo dell’assessore Lachi che è stato procuratore dei nuovi proprietari nella compravendita. "Legittimo ma - spiegano i Dem - nel caso in cui il comune si definisse parte civile, non sarebbe sconveniente che un suo assessore difendesse come avvocato gli imputati di un procedimento in cui parte in causa è la pubblica amministrazione?". "Questa evenienza non si è verificata e non si verificherà mai; in ogni caso non mi troverei mai in situazioni di conflitto", replica l’assessore Lachi interpellato. Dal sindaco arriva anche una risposta all’accusa di non aver esercitato la prelazione, "il comune, non aveva alcun interesse a esercitare il diritto di prelazione per acquistare un’area che, se pur di pregio, risulta essere completamente da riqualificare e non in linea con le necessità dell’Ente." "Quando il Pd ha venduto la sua sede nel 2015 non mi risulta che il partito abbia sollevato tutto questo putiferio, eppure si trattava di un edificio di pregio nel centro storico", aggiunge Lachi.