MARCO CORSI
Cronaca

Bucine e la valorizzazione dell'Olivone di Montebenichi

L'olio della biodiversità prodotto dal Comune di Bucine non è in vendita, ma viene utilizzato come strumento di promozione del territorio e dei suoi valori.

L'Olivone di Montebenichi

L'Olivone di Montebenichi

Arezzo, 04 luglio 2025 – Il Comune di Bucine prosegue nella valorizzazione del proprio patrimonio agricolo e paesaggistico, con il progetto dell'Olivone di Montebenichi, iniziato oltre venti anni fa e oggi diventato un fiore all'occhiello per il territorio della Valdambra e non solo. "L'Olivone di Montebenichi - spiega Roberta Cellai, consigliera comunale e responsabile del progetto - è una pianta secolare, probabilmente di circa 500 anni, che abbiamo studiato insieme al CNR, all'Università di Firenze, alla Regione Toscana e alla Provincia di Arezzo. Da questa pianta straordinaria sono stati riprodotti i suoi "figli" e, nel corso delle ricerche, nel territorio della Valdambra sono stati individuati ben 40 fenotipi diversi di piante di olivo, testimonianza della straordinaria bellezza locale". Inoltre, è nata una rete d'impresa che coinvolge otto olivicoltori locali impegnati nella produzione dell'“Olio Nostrum”, anch'esso caratterizzato da elevatissimi standard qualitativi.

L'olio della biodiversità prodotto dal Comune di Bucine non è in vendita, ma viene utilizzato come strumento di promozione del territorio e dei suoi valori. Questo olio è stato presentato e omaggiato in importanti contesti nazionali: al SOL di Verona al Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, al professore Stefano Mancuso, alla Fondazione Meyer e alla direzione generale dell'ospedale pediatrico Meyer, dove è in corso una valutazione per un possibile inserimento nella dieta dei pazienti. "Siamo profondamente convinti - conclude Roberta Cellai - che l'olio extravergine d'oliva non sia solo un prodotto d'eccellenza ma un elemento imprescindibile della nostra cultura e della nostra alimentazione. Vogliamo che sia conosciuto, riconosciuto e, soprattutto, remunerativo per chi lo produce". Parliamo di una pianta di olivo molto antica, probabilmente vecchia di oltre 500 anni. Ha superato indenne gelo, siccità e tutte le possibili avversità climatiche di una località collinare a 450 metri di altezza.

Viene chiamato dai proprietari e dagli abitanti della zona Olivone e grazie alla sua età, bellezza e imponenza si è conquistato una precisa identità e un nome proprio che tutti in zona conoscono. Il comune di Bucine ha inserito l'Olivone nell'elenco degli “Alberi della Memoria”, progetto di protezione e promozione degli antichi patriarchi vegetali che prevede anche un itinerario di visita che si snoda fra campagna e castelli.