ANGHIARI
Cronaca

Assalto alla Nicol, trovato furgone. Le immagini dei video al setaccio

Uno dei mezzi utilizzati per trasportare l’argento trafugato è stato individuato nella zona di Toppole. Tra le ipotesi degli inquirenti c’è quella che sul versante umbro possa stazionare il basista della banda.

Assalto alla Nicol, trovato furgone. Le immagini dei video  al setaccio

Assalto alla Nicol, trovato furgone. Le immagini dei video al setaccio

di Claudio Roselli

È stato ritrovato il terzo furgone, il secondo in dotazione alla Fattoria Autonoma Tabacchi di Città di Castello, del quale i ladri si sono serviti nella notte fra giovedì e venerdì scorsi per mettere a segno il secondo colpo (stavolta da 500mila euro) alla Nicol Preziosi nel giro di nemmeno un paio di mesi. Il mezzo era stato lasciato nella zona di Toppole, frazione del comune anghiarese posta in una delle zone più incantevoli in assoluto della Valtiberina, che molto piace soprattutto agli stranieri. Anche questa – se vogliamo – è un’altra circostanza che riporta alla notte del 12 aprile, perché i malviventi imboccarono proprio la strada meno frequentata rispetto alle altre principali dalle quali avrebbero potuto scappare.

A proposito di veicoli, le attenzioni sono puntate sulla Fiat Panda a bordo della quale la banda si è dileguata dopo aver portato via dai laboratori dell’azienda il consistente quantitativo di argento; è pressochè appurato che si tratti di un’auto "pulita" – anche perché di denunce di furto non sono state inoltrate – e quindi ciò può rendere più complicato il lavoro dei carabinieri della compagnia di Sansepolcro. L’altro aspetto che non lo agevolerebbe riguarda la videosorveglianza interna della ditta: immagini che qualitativamente non sono al massimo della definizione e che quindi non favoriscono neanche l’identificazione di qualche particolare che potrebbe rivelarsi utile, fermo restando che gli autori del blitz si sono preoccupati di bardarsi il volto e di indossare i guanti per non lasciare impronte digitali. Si starebbero comunque visionando anche le telecamere dei luoghi di Città di Castello (quindi le rimesse della Fat e la falegnameria) dove i furgoni sono stati rubati, sperando che qualche indizio possa arrivare da lì.

E siccome anche l’altra volta nel Tifernate venne rubato l’autotreno di una nota catena di supermercati per sbarrare un delle strade di accesso (poi per le altre provvidero con i tronchi d’albero di traverso), viene da ipotizzare che proprio sul versante umbro possa stazionare un basista al loro servizio, il che sembra avallare la tesi secondo la quale i responsabili sarebbero gli stessi, ma nessuna certezza perché modalità del genere sono oramai applicate da più bande. Resta infine la riflessione legata ai due assalti portati a termine nella stessa azienda e a distanza di tempo ravvicinata: 50 giorni fra l’uno e l’altro sono infatti un record o quasi e un azzardo che gli stessi ladri si sono presi.