Andreini ferito dopo l'aggressione
Andreini ferito dopo l'aggressione

Arezzo, 14 maggio 2019 - Pestato, colpito in testa con il calcio di una pistola, ferito e ricoverato in ospedale. E’ stata una notte da incubo per Gianni Andreini, figlio di Vincenzo che per decenni è stato titolare della concessionaria Bmw. Gianni vive da tempo a New York dove lavora nel settore della ristorazione, abita a Williamsburg, zona di Brooklin a una fermata di metro da Manhattan.

E’ un quartiere residenziale, «una zona tranquilla dove di solito non succede niente» racconta il fratello Paolo. E invece stavolta è successo ed è anche tanto che Gianni possa raccontarla senza particoari problemi.

I fatti. Andreini rientra a casa dopo il lavoro, è circa l’una di notte. Divide l’appartamento con altri giovani all’usanza americana delle case condivise, ognuno ha la sua stanza e a quell’ora tutti stanno dormendo. Apre la porta d’ingresso e si trova a faccia con tre energumeni: i banditi sono entrati di soppiatto, nessuno degli inquilini li ha uditi o se l’hanno fatto sono rimasti chiusi in camera. Gianni prova a svincolarsi, a barricarsi a sua volta nella stanza che occupa, ma non ce la fa.

Lo colpiscono con violenza alla testa con il calcio della pistola, lui cade a terra, ferito. I banditi lo colpiscono ancora, Gianni per fortuna conserva il sangue freddo: non si muove, si finge morto o almeno svenuto. I tre lo lasciano per terra e si dedicano a completare il furto: portano via tutto quello che trovano, compresi i cellulari e il portafoglio del giovane aretino. Poi, paghi del raid, finalmente se ne vanno».

Andreini a quel punto si rialza e si mette un asciugamano sulla testa per arrestare il sangue che scende copioso. Chiama aiuto e dalle altre stanze escono i ragazzi. Siamo quasi all’epilogo della notte maledetta, gli amici chiamano un’ambulanza e la polizia. In casa arrivano gli agenti che raccolgono le deposizioni, intanto Gianni viene trasferito d’urgenza nel più vicino ospedale.

La situazione, per fortuna, non è drammatica. Il giovane aretino ha un profondo taglio alla testa che viene curato con otto punti di sutura. Trattenuto in osservazione per qualche ora, esce dall’ospedale al mattino e può far rientro a casa, dolorante ma tutto sommato in buona salute.

Difficile comunicare senza cellulari, riesce però a chiamare subito il fratello Paolo, gli racconta l’accaduto, «vai tu ad avvertire il babbo e la mamma, fallo con delicatezza». Già ieri si stava attrezzando per comprare un nuovo telefonino e parlare di persona con i genitori, ovviamente spaventati per la disavventura capitata al figlio anche se tranquillizzati da Paolo sulle conseguenze non gravi dell’episodio