Vigili urbani (foto di repertorio)
Vigili urbani (foto di repertorio)

Arezzo, 24 marzo 2018 - Ha dieci anni la bambina che avrebbe subito violenze sessuali all’interno di una comunità educativa. Stavolta però non c’entrano gli operatori, autori degli abusi sarebbero stati due ragazzini di 16 e 15 anni, entrambi indagati dalla procura minorile di Firenze. I fatti sui quali si concentra l’inchiesta sarebbero avvenuti nella comunità San Martino che ha sede a Vitiano, frazione del Comune di Arezzo.

La struttura è gestita dal consorzio Comars, diretto da Fabio Palmieri, presidente di Federsolidarietà Toscana. Due gli episodi di cui la bimba sarebbe stata vittima, avvenuti a dicembre e in questo mese di marzo, sempre di pomeriggio e mai scoperti dagli educatori. A far esplodere la torbida vicenda è stato invece lo sfogo di un amichetto della bambina che ha raccontato tutto al padre, arrivato a Vitiano per la consueta visita del fine settimana.

L’uomo non ha perso tempo e ha segnalato l’episodio alla procura di Arezzo che ha trasmesso gli atti, per competenza, a quella minorile di Firenze. È stato a questo punto che è scattato un blitz in piena regola all’alba di mercoledì mattina, disposto dal procuratore capo Antonio Sangermano. L’operazione è stata condotta dalla polizia municipale di Arezzo e di Castiglion Fiorentino.

Dieci agenti, accompagnati da uno psicologo, hanno bloccato l’uscita dei ragazzi che dovevano andare a scuola, li hanno riuniti e ascoltati, hanno perquisito la comunità. L’inchiesta ovviamente va avanti e potrebbe anche coinvolgere gli educatori, sia pure soltanto per l’omessa vigilanza. «D’altra parte – spiega il direttore del San Martino Fabio Palmieri – questa è una comunità educativa e non contenitiva, i ragazzi godono di libertà e il numero degli operatori varia dai due ai quattro per turno».

La struttura ospita fino a un massimo di dodici ragazzini fra i 10 e i 16 anni, assegnati dai servizi sociali o dal tribunale minorile e non necessariamente aretini. Sfuggono da situazioni di disagio ma ci sono anche casi in cui si rende indispensabile la tutela dalla famiglia.

«Per noi – aggiunge – Palmieri – è stato un fulmine a ciel sereno e soltanto in seguito all’azione della polizia municipale abbiamo saputo per cosa si indaga. I ragazzi sono ancora sconvolti dopo una giornata pesantissima, anche se devo dire che gli agenti si sono comportati con professionalità e delicatezza».

Negano tutto i due ragazzini accusati della violenza sessuale, entrambi ancora ospitati nella comunità di Vitiano. La bambina di dieci anni è stata invece prelevata la mattina stessa del blitz e trasferita in un’altra comunità. «Mai più episodi del genere», tuona intanto l’assessore al Sociale, Lucia Tanti, che invoca l’installazione di telecamere all’interno delle comunità di accoglienza.