Cantieri nell'autostrada
Cantieri nell'autostrada

Arezzo, 16 maggio 2019 - Tra i due litiganti la «terza» gode. La terza corsia dell’autostrada, il sogno nel cassetto per allentare la morsa che ormai spesso e volentieri inchioda il tratto tra Arezzo e Firenze. I progetti, in parte già pronti, erano stati pressoché accantonati davanti all’ipotesi che il governo ritirasse la concessione alla società autostrade, dopo lo strappo sul ponte Morandi.

Dal braccio di ferro ora sbuca una fumata bianca. Ieri la conferenza dei servizi ha finalmente sbloccato il tratto da Incisa a Valdarno. E’ solo in parte nel territorio aretino ma è nevralgico. Primo perché è uno dei punti caldi per chi da qui si muove verso nord. Secondo perché fino a quando quel tratto non sarà completato è impensabile si possa andare verso un’analoga soluzione a ridosso del casello di Arezzo.

«Abbiamo lavorato nel silenzio per mesi – conferma l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli – per ricucire le posizioni e tenere vivo quel progetto. Ce l’abbiamo fatta». Un successo accompagnato da infrastrutture tutt’altro che minori. Quelle che un tempo si sarebbero chiamate opere compensative e che ora sono funzionali al miglior accesso all’autostrada, per evitare che «tappi» di traffico compromettano i vantaggi della terza corsia.

Quali? Una bretella di collegamento tra Coste e Casello Valdarno e soprattutto un nuovo ponte a nord del Mocarini, entrambi nel territorio di Terranuova. E invece in quello di San Giovanni una pista ciclabile nel lungarno Fratelli Cervi e una rotatoria che completi la viabilità di Poggilupi. Più una passerella ciclopedonale a fianco del ponte Ipazia o un bypass in via delle Caselle.

«Sono opere rilevanti e sulle quali la progettazione è già avanzata» spiega Ceccarelli. Ma certo lo sblocco vero è quello della terza corsia. Complicato, come sempre, individuare una data esatta. Il progetto prevedeva il completamento del nuovo tratto entro il 2023: teoricamente sempre possibile ma certo in salita.

«Dopo l’ok della conferenza dei servizi ripartirà la progettazione esecutiva: credo ci siano le condizioni per avviare i lavori tra il 2020 e il 2021». La gabbia dei tempi continua a stringere d’assedio le grandi infrastrutture: malo sblocco è un passo avanti decisivo.

Potrebbe essere l’inizio per riprendere in mano l’ipotesi di raddoppio del raccordo da affidare alla società autostrade? «In questo momento non mi pare ce ne siano le condizioni, anche perché collegato a ipotesi di percorso ormai tramontate, oltre che ad un aumento del pedaggio sul casello aretino». Ma visto che la concessione non sembra, nei fatti, più in discussione, tutto torna possibile: con i progettisti a lavorare, come formiche, sotto traccia. E gli automobilisti in coda ma almeno con una speranza in più.