Michielin: "Musica per cambiare il mondo"

La cantautrice sarà protagonista della festa di “Luce!“: "Lottare per l’inclusione e contro la discriminazione è la base del futuro"

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Francesca Michielin, 26 anni: il suo nuovo singolo è “Nei tuoi occhi“

di Andrea Spinelli

"Angelo della parola, acrobata dello spirito, danzatore della psiche, messaggero di Dio e nunzio a se stesso e all’universo d’un se stesso migliore". L’essenza dell’uomo fermata nelle parole di Orazio Costa Giovangigli riportate sulla facciata della Pergola abbraccia lo spirito con cui Luce!, lo spazio digitale di Editoriale Nazionale dedicato ai temi dell’inclusione, della diversità, della coesione, festeggia il 30 novembre nel teatro fiorentino il suo primo compleanno.

Protagonista della serata Francesca Michielin, reduce dalle esperienze cinematografiche nella colona sonora di Marilyn ha gli occhi neri di Simone Godano (col nuovo singolo, appena uscito, dal titolo Nei tuoi occhi) e di A cup of coffee with Marilyn, corto di Alessandra Gonnella su Oriana Fallaci arrivato fino a Cannes.

Francesca, Firenze e un teatro storico come La Pergola che effetto le fanno?

"M’incuriosisce soprattutto il camerino di Eleonora Duse, vicino al palco. Sono una grande appassionata della Divina e di Asolo dove si trova la sua casa e la sua tomba. Lo trovo un posto magico, poco lontano dalla mia Bassano. Una persona che nasce ai piedi del Grappa cresce immersa in un’energia molto particolare e la difficoltà maggiore, quando sei altrove, è svegliarsi la mattina senza avere alle spalle questo enorme riferimento roccioso che ha segnato per due guerre le sorti della nostra comunità e del Paese".

Parliamo d’inclusione, d’integrazione e di condivisione.

"Giusto farlo, perché non se ne parla mai abbastanza. Davanti a episodi di discriminazione come quelli che ci passano davanti agli occhi tutti i giorni, penso che ci siano temi da preservare per la civiltà. Possiamo fare tanto nel presente, ma dobbiamo anche concentrarci sul futuro, sulle nuove generazioni, perché i nostri figli possano vivere in un ambiente capace di tutelarli al cento per cento".

Quali sono, a suo avviso, i campi in cui bisogna intervenire prima?

"Quello dell’educazione sessuale, ad esempio, andando oltre le spiegazioni sulla riproduzione, per educare alla conoscenza e al rispetto del proprio corpo, ma soprattutto al valore del consenso. Nel campo socio-economico penso sia più appropriato parlare di “quote di genere“ invece che di “quote rosa“, termine inventato da un uomo e comunque inadeguato a rappresentare il problema. Sul lavoro spesso parlare di “merito“ è sbagliato, perché presupporrebbe una realtà in cui le ingiustizie di genere non esistono. Sappiamo che non è così e che, quindi, la rappresentanza è necessaria. Sarebbe bello che oggi una ragazza potesse pensare: al Quirinale c’è un Capo dello Stato donna e quindi un giorno potrei diventarlo pure io".

Tutto al femminile, o quasi, sarà pure il programma sull’ambiente che ha in preparazione per Sky Nature.

"Intervisterò donne di scienza e di pensiero per capire come modificare le nostre abitudini quotidiane in modo da migliorare la salute del mondo. Lo registreremo il mese prossimo".

Sta lavorando alla seconda stagione di Maschiacci - Per cosa lottano le donne oggi, il podcast che indaga sulla condizione femminile. Novità? "Protagoniste di questa seconda stagione non saranno solo le donne, ma le minoranze in genere. L’idea è, infatti, quella di ragionare sulle tante forme di discriminazione che caratterizzano la nostra società, basta pensare alle persone con disabilità o a quelle non binarie. Raccontare, insomma, per che cosa lottano le donne, ma anche per quel che lottiamo noi tutti".

L’affossamento al senato del Ddl Zan è un’occasione persa?

"Ha evidenziato lo scollamento che c’è al momento tra la politica e il Paese. Trovo disumano quanto accaduto. Fermare un decreto legge che andava a tutelare, non soltanto la comunità lgbt, ma anche le donne e le persone con disabilità è una sconfitta per tutti. Sembra che donne, disabili, transgender per lo Stato abbiano solo doveri e non anche il diritto a vedersi adeguatamente tutelati. Questa politica è molto attaccata al presente, ma ha poca visione del futuro".