Perugia, 24 luglio 2017 - L'appello del presidente di Umbra Acque, Gianluca Carini, è accorato: «I cittadini rispettino le ordinanze dei sindaci sul contenimento dell’uso dell’acqua. La situazione qui da noi non è come a Roma, ma a settembre, se la siccità dovesse proseguire, il rischio sarebbe quello di trovarci in una crisi idrica importante». La mancanza di piogge pesa anche in Umbria. La situazione per fortuna non è come nella Capitale, dove il razionamento pare dietro l’angolo. Ma la portata delle sorgenti sta diminuendo in maniera vertiginosa ed è nettamente inferiore al 2016: Scirca infatti è a 116 litri al secondo contro i 188 dell’anno scorso, San Giovenale a 334 contro 590, Bagnara è scesa a 63 litri al secondo rispetto al 149 di dodici mesi fa.

La Regione a inizio settimana ha emesso un’ordinanza in cui vieta o limita gli attingimenti dai corsi d’acqua minori. E molti sindaci (Assisi, Cannara, Città della Pieve, Costacciaro, Lisciano Niccone, Comune di Massa Martana, Montecastello di Vibio, Perugia, San Venanzo) hanno già emesso provvedimenti con i quali si vieta l’utilizzo dell’acqua per annaffiare orti, giardini e piazzali, o per lavare le auto. Purtroppo però basta guardarsi intorno e scoprire che le ordinanze spesso non vengono rispettate. Eppure si rischiano multe fino a 500 euro. «E’ importante contenere i consumi idrici in questo periodo di grave siccità – spiega Carini, che presiede la Spa che serve 38 comuni e oltre 500mila abitanti, i due terzi dell’Umbria – per cercare di superare l’eventuale fase di crisi che si prospetta per settembre». I mesi di luglio e agosto infatti in Umbria sono quelli dove, per fortuna, i consumi di acqua calano in modo importante: la partenza di molti per le vacanze estive, infatti, contribuisce a ridurre i prelievi.

Proprio a inizio mese si era svolto in Regione un vertice nel quale si certificava che ancora la situazione non era di emergenza (se non in singole e circoscritte aree dell’Umbria), ma che comunque la siccità ha colpito pesantemente il Cuore Verde, con differenze di precipitazioni rispetto all’anno scorso di oltre il 50%. A giugno di quest’anno sono state registrate piogge medie a livello regionale pari a circa 2.2 millimetri, a fronte di una media di 60. Confrontando i dati delle precipitazioni attuali con le precedenti crisi idriche storiche del 2001, 2006 e 2012, che avevano comportato lo stato di calamità naturale, la situazione attuale è molto più grave, in quanto nel 2001 e 2006 era stato riscontrato un deficit annuale di pioggia rispettivamente del 24,8% e del 26.3%, e nel 2012, anno in cui si era registrato il deficit maggiore, pari al 38,7%, contro l’attuale deficit che viaggia ormai sopra il 40 per cento.