Siena, 16 febbraio 2017 - Sulla morte di David Rossi, ex capo della comunicazione di Mps, la procura di Siena ha chiesto l'archiviazione. Lo spiega una nota della procura. Il procuratore Salvatore Vitello spiega che la richiesta di arrivazione arriva al termine di indagini che portano «a ritenere ragionevole l'ipotesi del suicidio e altamente improbabile quella dell'omicidio». E' stato invece stralciato il provvedimento per l'ipotesi di omissione di soccorso a carico di ignoti. 

La procura aveva riaperto le indagini su richiesta della famiglia e aveva affidato due perizie, tra cui una nuova autopsia sui resti di Rossi.

«È stata avviata un'ampia e meticolosa attività di accertamento impostata su investigazioni di natura tecnica», con la partecipazione delle parti, specifica la procura nella nota.

Tutte le relazioni sono state messe a disposizione e «sembra ovvio evidenziare che non è possibile acquisire ciò che non c'è e che certamente - scrive ancora il procuratore Vitello - sarebbe stato interesse di tutti riscontrare». Il procuratore spiega di aver deciso lo stralcio sull'ipotesi di omissione di soccorso «sulla base delle immagini video»: si è manifestata la necessità «di approfondire gli accadimenti immediatamente successivi alla caduta» di Rossi perchè, se fosse stato soccorso subito, «forse sarebbe stato evitato il decesso».

Vitello respinge le polemiche nate attorno all'inchiesta sulla morte di Rossi sottolineando che la procura «è stata guidata dal confronto con le parti, nel solo ambito procedimentale, non avendo alcun rilievo affermazioni generiche e talvolta gratuitamente offensive, rilasciate ad organi di informazione, perchè fondate sulla assoluta ignoranza della vasta attività di ricerca svolta dall'ufficio».

La richiesta di archiviazione è stata presentata «dopo analisi accurate e un riesame di tutto il materiale raccolto, anche nella precedente indagine», quella che portò ad una prima archiviazione nell'autunno 2013. La nota si conclude con la disponibilità della procura «a qualsiasi approfondimento utile e possibile» nel corso del «confronto davanti al giudice dell'indagine preliminare».