La Spezia, 4 aprile 2017 - «Alla Spezia abbiamo il triste primato mondiale delle morti a causa dell’amianto. E il picco dei decessi è atteso nel 2020...» Il medico pneumologo spezzino Augusto Moretti ha ieri raccontato la «carneficina» nell’ennesima udienza del processo bis per concorso in omidico colposo in corso a Padova agli ex vertici della Marina Militare (in forza fino all’inizio degli anni 2000) che già, il 18 marzo scorso, erano stati assolti nel processo d’appello per i primi due militari deceduti a causa delle fibre killer i cui familiari si erano costituti parte civile. Il processo bis, istruito dal pm Roberto Dini, vede ora 200 parti civili, familiari di militari o dipendendnti civili della difesa deceduti o ammalatisi per l’esposizione all’amianto. Moretti è stato citato in udienza per 17 certificati rilasciati ad altrettanti esposti all’amianto in qualità di medico di riferimento dell’Associazione di cui è presidente Pietro serarcangeli. Lo scenario descritto sugli effetti devastanti dell’amianto ha travalicato gli ambienti della cantieristica e della base navale. «Alla Spezia sono morti per mesiotelioma pleurico anche un barbiere e una commerciante di alimentari; avevano le loro attinvità in viale San Bartolomeo, dove un tempo si svolgevano le demolizioni navali. Le fibre vagano. Il barbiere, con ogni probabilità le ha assunte tagliando i capelli agli operai dei cantieri, dove si erano annidate...».

Il processo in corso a Padova ha visto, nella precedente udienza, deporre anche l’ingegner Dino Nascetti. Fre la domande poste quelle in ordine al tempo in cui prese consapevolezza dei rischi dell’amianto. «Non posso darle il mese, per la verità posso darle un periodo con un certo grado di incertezza, precisamente... guardo un attimo un appunto, sapendo che poteva essere una domanda mi sono appuntato qualche elemento... Direi che il momento, sono sicuramente nel 1988... Fino a quel momento non ebbi contezza della pericolosità dell’amianto perché lo usavo come materiale, io stesso proprio personalmente, per isolare un reattore, ricordo questorché avevo preso un brevetto, stavo prendendo un brevetto e quindi usavo questo materiale con una certa disinvoltura, non avevo contezza della cosa. Mentre sono altrettanto sicuro che nel 1988, 1989 più o meno in quel periodo ci fu un per primo avviso di una pericolosità di questo materiale»