Firenze, 6 dicembre 2017 - «A VOLTE resta un mistero. Proviamo a misurarlo, prevederlo e a studiarne i flussi». Stefano Giorgetti è serafico. Gli occhi perforano il furgone incolonnato davanti al suo cruscotto. «Così però non si va». Sbircia oltre il parabrezza. Di fronte a lui via Nazionale è un fiume d’auto in piena. Alla moviola. Intanto mastica una riflessione sul traffico fiorentino, quel cavallo pazzo che in 4 anni di assessorato alla Mobilità ha tentato di domare in ogni modo. «Il 30% degli spostamenti - riflette - è creato da persone che cercano parcheggio: stiamo lavorando per abbattere questo numero». Oggi quel rodeo, con l’arrivo dei binari nel rotondone della stazione e 3 mesi di scadenza alla fine dei lavori, è al rush finale.

LA ROTATORIA «traslata» e quindi riaperta alle auto, è una sua creatura. Sulla quale si è battuto con le ditte per evitare che la stazione sparisse nell’ingorgo. «I flussi qui - spiega - ci dicono che le cose non vanno male». Quei dati li conosce a menadito, come i cantieri della tramvia che visita, in media, una volta a settimana. «Ormai - dice - è passata anche l’allergia alla polvere dei cantieri che avevo». Accanto a lui, nell’abitacolo ci siamo anche noi, dritti verso la rotonda della stazione. Per capire come sarà quando i cantieri saranno spariti. Ma soprattutto come sopravvivere agli ultimi 90 giorni. Il bilancio: ieri, fatta eccezione per l’incidente che dalle 10 ha bloccato via Da Diacceto, la rotondona ha retto. Alle 12 i tempi di percorrenza erano aria fresca: 20 secondi, una volta usciti da via Nazionale, per infilare la rotatoria e uscirne.

«QUI a gennaio - dice indicando il cratere di fronte alla rampa taxi - avremo i binari pronti». E l’ipotesi di una ztl che fino a dopo Natale blocchi nel week-end l’accesso alla stazione torna nel cassetto. «Non la faremo - dice - ma a regolare gli accessi metteremo i vigili. Il problema sono le 600 auto che dalle 19 di domenica escono dal parcheggio sotterraneo». Tutte si riversano su via Valfonda e puntano i viali. Ma a quella bolgia è bene abituarsi: via Valfonda, resterà in uscita stazione anche a tramvia finita. «Le auto - spiega - incroceranno i binari all’atezza di piazza Adua e andranno verso viale Strozzi». I binari saranno comuni alle due linee e con un tram, in media ogni minuto, l’attesa al semaforo di piazza Adua potrebbe essere la stessa di oggi. «Qui non ci saranno grandi modifiche come tempistica - spiega - ma le auto diminuiranno grazie alla tramvia. Già da lunedì con il nuovo assetto della rotatoria e 400 passaggi di bus extraurbani in meno le cose sono migliorate». In piazza Adua scatta il verde. Una coppia di turisti spunta dal marciapiede, sbircia l’auto e si butta in strada nonostante per i pedoni sia alt pieno. «Ecco - sbuffa Giorgetti - questo è un grande problema: purtroppo è quasi tutto culturale». L’altra rivoluzione è dietro l’angolo e si chiama Vacs: Variante Alternativa al Centro Storico, il progetto con cui il ramo della linea 2 punterà il centro senza passare dal Duomo. In che modo? «Il tram - spiega Giorgetti - una volta in piazza dell’Unità, tornerà indietro verso via Valfonda e, dopo un tratto in comune alla linea 1, devierà verso viale Lavagnini». Dentro il cantierone di viale Strozzi , lato Fortezza la biforcazione dei binari è già pronta. Qui il tram si staccherà dalla linea 3 alla curva della Fortezza, per puntare viale Lavagnini. «Percorrerà il viale, passando per piazza della Libertà e poi San Marco passando da Cavour per tornare da La Marmora».

I LAVORI? «Partiranno nel 2019 - dice - e dureranno un paio d’anni». In viale Lavagnini intanto la corsia di destra è intasata di auto in doppia fila. Giorgetti le scruta, scuote la testa. «Non sono mai riuscito - dice - a parcheggiare una volta in doppia fila: è un fatto di coscienza. Ma non è così per tutti: la gente non ha idea dei disagi che crea al traffico facendo così». La scommessa anti parcheggio selvaggio entro giugno è aprire il primo vero scambiatore di Firenze: l’area di sosta di fronte alla fermata di viale Guidoni. «Con la prima corsa del tram, lì garantiremo 300 posti a raso per chi prenderà la tramvia». Ma i fiorentini non gli danno tregua. Su Facebook, per strada, via mail: la tempesta di polemiche (ma anche incoraggiamenti) da mesi non si ferma. «Ai fiorentini - replica Giorgetti - dico grazie per aver sopportato i disagi. Io sono tranquillo perché sono stati utili a migliorare la vita della città. E le persone a giugno lo scopriranno».

Claudio Capanni