Firenze, 18 gennaio 2017 - Volevano farlo scendere dall'aereo, ma così sarebbe saltato l'intervento della speranza per un malato di leucemia che (a Barcellona) stava aspettando la consegna di quel midollo. Alla fine però il trapianto si è fatto, grazie alla caparbietà e alla preparazione di uno dei colontari del Nopc-Nucleo operatico di protezione civile di Firenze, Massimo Guido Settesoldi, di Campi Bisenzio.

Settesoldi era in missione da Londra a Bilbao per conto dell'associazione fiorentina, guidata da Massimo Pieraccini, che si occupa della logistica dei trapianti: in pratica a Firenze, allo Statuto, si trova la vera e propria cabina di regia in grado di organizzare in tempo reale gli spostamenti dei volontari e dei loro preziosi carichi (cellule, midollo, organi) in giro per il mondo. In questo caso la consegna doveva avvenire in Spagna, la partenza dall'Inghilterra: perché non si può mai sapere dove si troverà l'organo da espiantare o il midollo da prelevare, né dove andrà consegnato. La scorsa estate il Nopc si trovò a organizzare un prelievo in Cina e la consegna in Argentina, un viaggio di 50mila chilometri per salvare un bambino sudamericano malato di leucemia

Questa volta però qualcosa ha rischiato di incepparsi: succede di rado ("E' la seconda volta al massimo che ci capita", spiega Pieraccini) ma un equipaggio troppo zelante o forse non abbastanza preparato ha rischiato di mandare tutto in fumo. Infatti la hostess del volo Vueling ha notato che Settesoldi aveva con sé il particolare contenitore per il trasporto delle cellule e gli ha chiesto di cosa si trattasse: alla risposta ("E' midollo") la donna non credeva alle sue orecchie. Senza una prova che la compagnia fosse stata avvertita di quello speciale trasporto non sarebbe potuto restare a bordo e quindi raggiungere la sua destinazione. E il malato di leucemia sarebbe stato a rischio della sua stessa vita. "Ma io non gliel’ho permesso", spiega orgoglioso Massimo Guido Settesoldi.

Il volontario del Nucleo Operativo di Protezione Civile di Firenze si era sentito dire che a loro non risultava questo tipo di trasporto e qualora non ci fosse evidenza di una informazione preventiva sarebbe dovuto scendere. Momenti di ansia e di tensione, ma Settesoldi ha risposto con cortesia e fermezza alle contestazioni, fino a quando è stato coinvolto anche il comandante, anch'egli irremovibile.

A quel punto Settesoldi ha parlato con la centrale fiorentina e ha seguito le indicazioni di Pieraccini; ha chiesto alla polizia l’identificazione del comandante, è stato autorizzato a restare a bordo ed è decollato. Certo, il fatto non è passato inosservato perché all'arrivo in Spagna il volontario è stato sottoposto a minuziosi controlli. Quando è emerso che tutto era in regola, grazie a un altro paio di ore di viaggio in treno e autobus, il midollo è stato consegnato e nel cuore della notte finalmente il trapianto è potuto avvenire.

Ovviamente i controlli sono doverosi - specie di questi tempi - "ma è solo la seconda volta che ci viene intimato di scendere dall’aereo" dice Massimo Pieraccini, fondatore e direttore di questa organizzazione eccellenza nel settore trapianti, tanto che anche in questo caso per collegare l’Inghilterra alla Spagna sono stati chiamati a intervenire loro dall’Italia.