Firenze, 10 gennaio 2018 - “Firenze è una città affascinante. I suoi cittadini sono eleganti e sembrano molto riservati ma, quando si aprono, sanno essere empatici e generosi. Mi sono divertito tantissimo e ho approfittato per guardare dal finestrino le meraviglie della città". Poche parole che raccontano la storia d'amore tra Mika e Firenze.

L'occasione per dichiararsi alla città e ai fiorentini si presentò lo scorso luglio quando il cantante libanese approdò a Firenze per girare una puntata della trasmissione “Stasera a casa Mika” e lo fece nella veste di tassista. Questa non fu certo la prima volta che la popstar di Beirut mise piede in città: un anno fa sperimentò al teatro dell'Opera, insieme all'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, 'Sinfonia Pop': i suoi più grandi successi eseguiti in chiave sinfonica. Fu un trionfo. E poi le manifestazioni di solidarietà che gli arrivarono da parte di tantissimi fiorentini per degli insulti omofobi comparsi su alcuni cartelloni che pubblicizzavano il suo concerto al Mandela forum nell'estate de 2015.

Stamani, nella sala Leone X di Palazzo Vecchio, il sindaco Dario Nardella ha fatto sì che Mika diventasse in qualche modo un po' 'fiorentino'. Lo ha fatto consegnando all'artista le chiavi della città, "copia di quelle che aprono i portoni simbolici del capoluogo". "Sono pesanti. Prometto che non le perderò, non le lascerò sull'autobus, ho sentito mia mamma stamani che mi ha detto di non fare come al solito", ha esordito l'ex giudice di X Factor, emozionato e soddisfatto per l'onorificenza ricevuta.

“Firenze ama chi ama la cultura - così Nardella ha spiegato il perché della consegna delle chiavi all'artista -. E Mika ha contribuito a diffonderla sia con la musica che con i suoi sofisticati varietà televisivi suscitando nelle nuove generazioni grande curiosità e ansia di conoscenza, incarnando la positiva figura dell'artista poliedrico e del divulgatore di cultura. Per questo, per aver scelto il nostro Paese come terra di adozione e, soprattutto, per aver dimostrato in questi anni vicinanza e un grande affetto per la città di Firenze, anche attraverso la fortunata collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino a lui conferisco le Chiavi della Città”.

“Grazie – ha commentato Mika – sono orgoglioso. Firenze è una città divertente. E io mi diverto tantissimo quando vengo qui. Conosco la storia di Firenze, l'ho sempre studiata. E la prima volta che ho visitato la città è come se avessi incontrato un vecchio amico che conoscevo da tempo. “Ieri ho visitato la Cappella Brancacci, con i magnifici affreschi di Masaccio e Masolino. Grazie al sacerdote che mi fatto da guida, ho potuto provare anche l'eco, che è risultata eccezionale. Se ci fosse la possibilità, mi piacerebbe tanto cantarci, farci un concerto”. Mika ieri sera ha visto anche la discussa Carmen di Bisez col finale cambiato ed è rimasto più che soddisfatto: “Mi è piaciuto molto il finale cambiato della Carmen del Maggio musicale. Sono contento che la Carmen non muoia. Una donna non deve sempre essere un'eroina nella morte; una donna può anche essere un'eroina senza morire».

Serena Valecchi