Viaggio a Villa Borbone . L’allarme di Roberto Gattai: "Se i luoghi non si vivono non possono avere futuro"

Il crollo del leccio secolare ha squarciato il velo sull’assenza di un piano di conservazione "Durante l’ultimo comitato l’assessora Mei ha risposto che non c’è nulla di programmato" .

Impressionati dalla bellezza di questa storica dimora Ottocente, quanto delusi dal suo stato di conservazione: così si possono riassumere le recensioni lasciate dai visitatori di Villa Borbone. L’ultima è di due settimane fa. Andrea A. racconta di non aver potuto ammirare l’interno della Villa e della Cappella, (perché "gli addetti hanno detto che non si possono visitare") e dunque si sofferma sul giardino "tenuto veramente male, quasi in stato di abbandono. Con zone transennate per timore di caduta alberi".

Timore fondato, visto che lunedì notte il grande leccio secolare è crollato al suolo. Sollevando, insieme alla radici dal terreno, anche il velo sulle criticità della dimora Arciducale, già segnalate al Comune lo scorso dicembre dalla Soprintedenza con una lettera inviata all’ufficio cultura. Dal 1985 la Villa è infatti proprietà del Comune, donata dall’ingegner Benvenuto Barsanti al “Popolo di Viareggio, per farne una dimora della cultura cittadina. E per vigilare sul rispetto delle condizioni della donazione venne nominato un Comitato di gestione; di cui fa parte, in rappresentanza degli eredi dell’ingegner Barsanti, anche Roberto Gattai, figlio di Attilia, che di Benvenuto era nipote.

Dottor Gattai, che futuro vede per Villa Borbone?

"È una domanda che vorrei porre anch’io all’amministrazione. Per questo chiederò al sindaco di convocare d’urgenza il Comitato di gestione della Villa. Anche alla luce del sopralluogo dei carabinieri del nucleo per la tutela dei beni culturali e delle criticità riscontrate dalla Soprintendenza. Sarebbe importante che il Comitato si riunisse proprio nella Villa, e non per via telematica come accade dai tempi del Covid. La pandemia è finita".

Che sogni aveva l’ingegner Barsanti, il suo bis zio, per questa Villa?

"Quelli che ha voluto fossero ben chiariti nell’atto di donazione, ovvero farne un luogo di cultura a disposizione della collettività. Perché è solo vivendoli che i luoghi hanno un futuro".

Quando si è riunito l’ultima volta il Comitato di gestione della Villa?

"La scorsa settimana, quando ci è stato illustrato il piano del Comune per il recupero della cappella mausoleo che custodisce la memoria della famiglia Borbone".

Avete parlato solo di questo?

"Nell’occasione, vista la presenza dell’assessora alla cultura Sandra Mei, ho chiesto personalemente se fosse prevista una programmazione estiva di eventi per la Villa, visto che nel 2022 e nel 2023 , da quel che so, è stato fatto poco o nulla".

E cosa le ha risposto l’assessora Mei?

"Mi ha risposto che non c’è niente di programmato, e che nessuna associazione ha richiesto gli spazi. E, onestamente, mi domando come sia possibile visto che in passato tantissime associazioni portavano all’interno della Villa le più svariate proposte. C’è grande rischiesta di luoghi di incontro, prendiamo ad esempio Villa Bertelli a Forte dei Marmi: qui l’estate ci sono così tanti eventi che per prenotare uno spazio è necessario muoversi con mesi di anticipo".

Tra pochi giorni si celebrano anche i duecento anni dalla scomparsa della duchessa Maria Luisa di Borbone, che questa dimora l’ha fatta nascere...

"E non solo, quest’anno si celebra anche il centenario della morte del maestro Giacomo Puccini. La villa avrebbe potuto ospitare degli eventi di musica e di approfondimento, ma a quanto pare non è previsto nessun appuntamento".