MARTINA DEL CHICCA
Cronaca

Verso le elezioni: "Europei? No, Europee". I cittadini: "Confusi da questa politica"

Un sabato mattina nelle vie del centro in vista del voto del prossimo weekend "Io non andrò alle urne perché nel dibattito di oggi non mi ritrovo più".

Verso le elezioni: "Europei? No, Europee". I cittadini: "Confusi da questa politica"

Verso le elezioni: "Europei? No, Europee". I cittadini: "Confusi da questa politica"

"Piacere, sono una giornalista de La Nazione. Le andrebbe di fare un’intervista? Sulle Europee?". Preso in contropiede sotto il sole via Battisti lui, un ragazzo sulla trentina con l’asciugamano sulle spalle e le infradito, evidentemente proiettato verso il mare, ci pensa solo un attimo. E poi si lancia: "Se passiamo il primo turno sono già contento...". Fermi tutti: c’è stato un malinteso. "Sulle elezioni europee – specifichiamo –, non gli Europei...". Lui scoppia a ridere (e noi pure): "Allora passo, perché la politica, con tutti questi teatrini – risponde – mi manda nel pallone".

Pensavamo fosse l’eccezione, e invece il fraintendimento nell’incastro temporale tra gli Europei di calcio e le elezioni per il rinnovo del parlamento europeo accompagnerà gran parte di questa passeggiata fatta da La Nazione per la strade del centro, per testare gli umori degli elettori sulla coda di questa campagna elettorale. Dove i candidati, almeno loro, sorridono tutti sui santini virtuali che diventano meme. E sorride pure Silvio Berlusconi, accanto al ministro Tajani. Campagna che corre sui social, con post generici, slogan acchiappa like, provocazioni (?) virali, mentre zoppica sulle strade. Sul palco per i comizi montato in piazza Margherita (tanto per dire) per il momento è volata solo una mosca e tante zanzare (siamo invasi), mentre le delegazioni locali dei partiti preferiscono ripararsi sotto i gazebo di bandiera o inondare le redazioni di comunicati stampa. Comunque questa confusione, tra Europei e Europee, ingenerata da una sola vocale, la dice già lunga sulla presa che l’appuntamento – fissato per l’8 e 9 giugno – ha sui cittadini.

E la sensazione è che alla fine a portare i viareggini alle urne, ancor più dell’ideale espressione di un diritto e la convinzione di un progetto, sarà il senso del dovere. Lo conferma anche don Emanuele Rosi, "Parlando con le persone, con gli amici, con i parrocchiani – dice – quello che ci accomuna un po’ tutti è per lo più la confusione. La sensazione che alle promesse non corrispondano poi i fatti, e quindi anche un po’ di disillusione. E ad esser sincero, un po’ confuso, lo sono anch’io". Don Emanuele, sabato, o al più tardi domenica, andrà comunque a votare, "Sperando di schiarirmi le idee in quest’ultima settimana, perché credo che il voto resti una delle possibilità che abbiamo per provare a migliorare le cose".

Ne è convinta anche Silvia Torri, consulente aziendale, che andrà a votare "Perché – afferma – è un diritto a cui non intendo rinunciare. Ma ritengo che in questa campagna elettorale l’Europa sia decisamente passata in secondo piano, superata dagli scontri tra frazioni e le polemiche tra i leader. Che poi è la ragione che sta allontanando i cittadini della politica, compresi i miei figli che non nutrono alcun interesse". Come il calcio, la politica è invece tra gli interessi di Massimo Bruciati, commerciante del mercato. Che subito s’infervora parlando di Europee: "Dobbiamo ringraziare Giorgia se è tutto una comica. Per questo andrò a votare, guardando le stelle".

Proviamo infine a cercare un po’ di vivace confronto tra i tavoli del Caffè “Così Com’è“, il più antico della città. Ma è l’ora di pranzo, quella di un caffè veloce per chi si è attardato a svegliarsi. Allora chiediamo a Guido Berti, il titolare, di raccontarci l’aria che tira: "Delle Europee? Sì, devo dire che al bar se ne parla. Basta che uno apra il discorso. Ma i personalismi dei leader politici italiani scalzano di gran lunga i temi. Che alla fine appaiono del tutto marginali, Io comunque andrà a votare per invertire la rotta che ha imboccato questo Paese". Di fronte ad una tazzina amara Elisabetta Regaldo, pensionata, infine confida: "Io non andrò a votare, perché non so per chi votare. Non è questione di confusione, ma di convinzione. Nella politica di oggi non mi ritrovo più".