Un seme di speranza "verde". Dopo il maxi piano di abbattimenti piantati 45 giovani pini in via Zara

Sono stati collocati a distanza di 6 metri e mezzo l’uno dall’altro per garantirgli lo spazio di crescita. Oggi nel parco saranno sistemate anche nuove panchine, poi l’area sarà parzialmente riaperta alla città . .

Un seme di speranza "verde". Dopo il maxi piano di abbattimenti piantati 45 giovani pini in via Zara
Un seme di speranza "verde". Dopo il maxi piano di abbattimenti piantati 45 giovani pini in via Zara

Sulla spianata della Pineta di via Zara, dove l’ombra dei pini è stata progressivamente dimezzata dai colpi del vento e infine da quelli delle ruspe, ieri è cominciato il ripopolamento verde progettato dal Comune. Accatastati dentro un furgone sono arrivati infatti 45 piccoli pini domestici che la ditta incaricata ha già messo a dimora. Le giovani piante sono state collocate a distanza di sei metri e mezzo l’una dall’altra, per garantirgli lo spazio per crescere; e a venti metri dalla strada, per limitare in futuro (ancora lontano) i rischi in caso di cedimento. Questa mattina saranno sistemate nel parco anche le nuove panchine, e dunque già nel pomeriggio quel piccolo lembo di Pineta interessato dai lavori sarà riaperto, dopo mesi di chiusura.

Al termine del massiccio abbattimento delle piante, che venerdì scorso ha lasciato un vuoto impressionante in quell’ultimo tratto della parco cittadino, sollevando polemiche e nostalgie, il 22 novembre l’agronomo Michele Vernaccini – incaricato dal Comune di monitorare lo stato fitosanitario del patrimonio arboreo dopo la grande libecciata di inizio mese – ha protocollato la relazione finale dell’intervento. Scaturito dopo il sopralluogo del 17 novembre durante il quale l’agronomo ha rilevato la presenza "di pini domestici segnati dalla rottura meccanica del legno nella zona del colletto" e che, di conseguenza, si erano "appoggiati alle piante contermini che ne avevano interrotto la caduta ma che, a loro volta, risultavano sensibilmente danneggiate, con gran parte dei soggetti costituenti le file successive che presentavano segni di ribaltamento della zolla o di lesione al colletto o chiama".

Questa instabilità generale secondo l’agronomo è da attribuirsi a vari fattori, "tra cui – scrive Vernaccini – le mutate condizioni climatiche, la maturità della fustaia, la mancanza nel corso di evoluzione delle cure culturali necessarie al corretto allevamento e la presenza diffusa di chiarie (ovvero zone diradate) che rappresentano un disturbo ambientale". Quei vuoti hanno cambiato la struttura della Pineta nel suo complesso, "frammentandone la “chioma unica“, e modificando la dinamica del vento che oggi interagisce in maniera diretta con alberi cresciuti al centro del popolamento e che si ritrovano esposti come fossero soggetti di margine. Innescando così – conclude l’agronomo – l’effetto domino".

Martina Del Chicca