Grande organizzazione ma spiagge deserte nell’estate della Versilia
Grande organizzazione ma spiagge deserte nell’estate della Versilia

Pubblichiamo oggi la prima puntata del nostro viaggio nelle località turistiche della Toscana.

Viareggio (Lucca), 4 agosto 2019 - "Il mare d’inverno". Loredana Berté è attesa a metà mese e canta la Versilia 2019. Non ci fosse il caldo, sarebbe la foto delle spiagge semideserte da maggio a ora, domeniche a parte. C’è crisi. Per la prima volta sui portali Booking.com e Trivago ci sono camere d’albergo scontate a Ferragosto. Altro che tutto esaurito: offertissime da bassa stagione, anche il 20 o 30% per la doppia con colazione. Soffre perfino Forte dei Marmi, tutta lusso e ricchi russi. Manca l’ex ceto medio italiano, soprattutto toscano.

"I turisti puntano al fine stagione, vogliono spendere meno", ha detto Paolo Corchia, vicepresidente di Federalberghi. Non i clienti del miliardario Oleg Tinkoff: per accoglierli nella sua Datcha con spiaggia esclusiva ha speso oltre 20 milioni. Gli hotel Alcione, Paradiso e Mirabeau sono finiti a una cordata russa. Perfino i cinesi hanno comprato due alberghi tra Marina di Pietrasanta e Forte. Ma i clienti d’alto bordo sono pochi. I mortali che fanno fatturato trovano sistemazioni da 600 a 1.500 euro a coppia per la settimana clou dell’estate.

Oggi però con queste cifre si pagano camere, spiaggia e aereo all-inclusive per l’altra sponda del Mediterraneo, tornata appetibile con la fine del terrorismo. "I colleghi della Romagna dicono che va male anche a loro. Va male ovunque", si consola Pino Caridi del Bagno Giorgia, il resort frequentato dai costruttori di yacht di Viareggio. Tuttavia la Versilia paga uno scotto maggiore dell’Alta e Bassa Maremma. "In quelle zone – dice Alessandro Tortelli, direttore del Centro studi turistici – abbiamo fatto un grande marketing che ha dato i suoi frutti".

Vent’anni fa lo stesso Tortelli fu chiamato per rilanciare gli affitti estivi. I viareggini lo snobbarono. Così delle 9.600 seconde case censite in città, sul portale Airbnb delle locazioni turistiche ce ne sono appena 300. Resiste il mito dell’inquilino a mese intero, come negli anni ’60-70, e quel mercato che portava due terzi delle presenze estive è svanito.

"Il nostro turismo è un settore maturo, rispetto alle località come la Maremma". E’ un’osservazione del sindaco viareggino Giorgio Del Ghingaro, che ha salutato la recente invasione di 40mila spettatori del Jova Beach Party. Una mosca bianca: altri spettacoli (Festival Pucciniano, Versiliana, Villa Bertelli) soffrono l’assenza dei villeggianti. Che fare? "Da troppi anni – è la disagnosi di uno storico manager dell’Azienda di promozione turistica, Manrico Nicolai – nessuno promuove più questa terra nella sua interezza. Né in Italia né all’estero. Si muovono alcuni privati, qualche consorzio, ma in modo sparpagliato. I Comuni pensano al proprio orticello. I clienti potenziali non ci trovano. E la Versilia è sparita anche dalle mappe".

Come le Apt chiuse dalla Regione. Del resto, se le statistiche regionali dell’anno prima arrivano a stagione iniziata, la programmazione è impossibile. Restano i bei ricordi delle vecchie sensali: "Una volta venivano a Pasqua a prenotare".

Così, a forza di guardare indietro agli anni ruggenti, dal 2000 le presenze nei camping superano quelle negli hotel: in tutto, poco più di un milione. La Viareggio della Belle Epoque inventò i bagni di mare nell’800, e oggi vive di pendolarismo. In economia la chiamano crisi dei first-comers. Ma è una crisi dalle radici antiche, e investe tutta la costa. Infatti il primo "turista" che nel XV secolo arrivò attratto dai marmi e non dal mare si chiamava Michelangelo Buonarroti. In una lettera spedita a Roma fece anche un disegnino degli allora già rinomati "tordelli" di carne. Chi cerca una mèta per l’estate oggi non trova quasi nulla che unisca mare, montagna, gastronomia, laboratori artistici: in una parola, la Versilia.

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