Ospedale
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Viareggio, 4 gennaio 2019 - Tempi di attesa infiniti per importanti esami diagnostici in ospedale. Che si azzerano nel caso in cui ci si rivolge, ovviamente a pagamento (salato) alla libera professione. E’ la sanità pubblica che costringe il malato a rivolgersi ai privati. Così funziona l’area vasta della Asl: o si paga per la nostra salute, oppure ci si adatta ad attendere mesi e mesi per avere un esame. Lo abbiamo denunciato sulle colonne del nostro giornale più volte ascoltando la voce di numerosi pazienti. Continuiamo a farlo sottoponendo il caso di un uomo malato di cancro.

«Ho un tumore – ci dice – che mi sta mangiando le vertebre. Lo scorso 18 settembre il medico del day hospital ematologia ha chiesto di sottopormi a una risonanza magnetica. Il 25 e il 26 sono tornato in ospedale per sollecitare tale esame urgente, ma non è successo niente. Allora, alle 13, mi sono fermato alla libera professione e pagando 250 euro, alle 14, vale a dire appena un’ora dopo ho fatto la risonanza magnetica che in altro modo mi veniva negata o rinviata. E alle 15 avevo in mano un referto». Purtroppo negativo e devastante. Tant’è che, appena due giorni dopo, l’uomo è stato operato in neurochirurgia a Livorno per stabilizzare le vertebre.

Non era insomma un controllo di routine: era un accertamento medico urgente che la sanità pubblica non ha effettuato costringendo il paziente a rivolgersi a pagamento alla libera professione. E se uno non ha sul momento 250 euro per pagare gli esami? Cosa dicono al riguardo i protocolli della Asl?

«Poco prima di Natale – aggiunge il paziente – a seguito della richiesta del neurochirurgo per gravi problemi di deambulazione che avevo, mi è stata fatta una risonanza magnetica. Questa volta velocissima con remissione del referto in giornata. Allora la mia domanda alla direzione sanitaria è questa: «La Asl monitorizza la gestione delle Tac, delle risonanze magnetiche e di altri accertamenti diagnostici in base ai turni del personale e alla macchine disponibili? Che tipo di produttività ha l’ospedale Versilia rispetto ad altri ospedali della nostra area?».

Il caso di questo paziente non è purtroppo isolato. Nelle scorse settimane pubblicammo lo sfogo di un uomo di 86 anni al quale avevano fissato un esame di controllo a distanza di quasi due anni. Anche lui giunse all’amara conclusione che era meglio rivolgersi a pagamento alla libera professione.