
Stasera la Premiata Forneria Marconi è in concerto con il suo prog rock al Palazzo Mediceo di Saravezza
SERAVEZZA (Lucca)
L’intreccio di storie e anniversari è di quelli che regalano brividi a chi ama la musica. Sul palco c’è lei, la Premiata Forneria Marconi con i suoi 53 anni di carriera all’insegna del prog rock e un bagaglio di 6.800 concerti. Il risultato sono tre ore di musica per festeggiare il celebre live con Fabrizio De Andrè, di cui ricorrono 20 anni dalla scomparsa. E sullo sfondo lo scenario del Palazzo Mediceo di Seravezza, patrimonio Unesco. L’alchimia perfetta è servita stasera alle 21 con l’unica data del tour in Toscana di PFM canta De Andrè anniversary. Franz Di Cioccio e Patrick Djivas (nella foto) non vedono l’ora di esibirsi. Con una certezza granitica: ogni concerto fa storia a sé.
Cosa deve aspettarsi il pubblico?
Franz: "Noi suoneremo e la gente si divertirà. Siamo tutti navigati, noi e il pubblico: il nostro è un dialogo che va avanti da oltre mezzo secolo. L’importante è la qualità, le cose da raccontare in un rapporto diretto e non filtrato. Più sostanza e meno forma, dal vivo siamo una macchina da guerra e vogliamo far giocare il pubblico insieme a noi".
Patrick: "Stiamo facendo tanti concerti e il tempo e le energie sono quel che sono. A chi non ci ha mai visto rivolgo un invito a venire, si renderanno conto perché abbiamo alle spalle qualcosa come 6.800 concerti".
Per celebrare il sodalizio con De Andrè aggiungerete brani tratti da “La buona Novella”. Altre chicche in serbo?
Franz: "Non è la canzone che fa la differenza, ma tutto quello che c’è dietro. Anche l’effetto di un volto tra il pubblico che sorride è importante, così come la credibilità di ciò che fai ascoltare. Abbiamo un pubblico forte perché sanno che la PFM non ha trucchi".
Patrick: "La cosa fantastica è aver fatto 6.800 volte una canzone, ma mai nello stesso modo: ogni volta c’è una soluzione armonica diversa. In genere gli artisti evitano di fare i pezzi più famosi proprio perché stanchi di ripeterli. A noi non succede perché cambiamo sempre. Su De Andrè che dire, non è attuale. Lui c’è, c’era e ci sarà. Ha un modo di dire le cose eterno, che penetra l’essenza delle cose".
State già lavorando per il prossimo album?
Franz: "Sì, saranno canzoni non in stile anni ’60 o ’80, ma più mature perché qualcosa è cambiato nel mondo. Forse l’album uscirà quest’anno seguendo il flusso della nostra arte e non di un contratto da rispettare per forza. Tradurremo in musica e poesia le cose che stanno accadendo intorno a noi".
Patrick: "Raramente seguiamo il filone del momento, come le guerre o il clima. Come sempre partiamo dalla musica e con il testo cerchiamo di tradurre ciò che la musica ci suggerisce".
Daniele Masseglia