I familiari delle vittime della strage di Viareggio (Foto Umicini)
I familiari delle vittime della strage di Viareggio (Foto Umicini)

Viareggio, 11 febbraio 2019 - Il processo di secondo grado per la strage di Viareggio è iniziato il 13 novembre dello scorso anno davanti ai giudici della terza sezione penale della Corte d'appello di Firenze, a due anni di distanza dal primo grado, chiuso con la sentenza del 31 gennaio 2017. Sentenza arrivata dopo oltre sette anni e 140 udienze.

Il tribunale di Lucca ha condannato 23 dei 33 imputati accusati a vario titolo di disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni personali. Tra questi Mauro Moretti (all'epoca dei fatti amministratore delegato di Ferrovie dello Stato) condannato a sette anni di reclusione.

E insieme a lui Michele Mario Elia e Vincenzo Soprano (nel 2009 rispettivamente ad di Rete ferroviaria italiana e ex ad di Trenitalia e di Fs Logistica) condannati a 7 anni e 6 mesi. Dieci, invece, le assoluzioni decise dai giudici di Lucca, tra cui le societa' Ferrovie dello Stato e Fs Logistica. Mentre Rfi e Trenitalia erano state riconosciute colpevoli ed era stata comminata loro una sanzione di settecentomila euro.

Il disastro avvenne poco prima di mezzanotte quando il convoglio merci 50325 che da Trecate (in Piemonte), trasportava gas propano liquido diretto a Gricignano, in provincia di Caserta, deragliò all'altezza della stazione, mentre viaggiava 90 chilometri orari. Si scatenò l'inferno.

Fu la frattura di un assile (un fusto di acciaio che collega due ruote sotto a una cisterna) a causare il disastro. La cisterna si squarciò mentre il treno era in corsa provocando la fuoriuscita del gpl, che avvolse in una nuvola di fiamme le vie adiacenti la stazione e le persone che in quel momento erano per strada o nelle loro case