Viareggio, 8 gennaio 2020 - Sono stati dichiarati prescritti gli omicidi colposi per la strage di Viareggio a seguito dell'esclusione dell'aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro: lo ha deciso la corte di Cassazione rinviando alla corte d'Appello di Firenze la riapertura dell'appello bis, anche per l'ex Ad di Fs e Rfi, Mauro Moretti. Da rivalutare la responsabilità per il solo reato di disastro ferroviario colposo. La sentenza per la morte delle 32 persone nel deragliamento del treno alla stazione di Viareggio, incidente avvenuto il 29 giugno 2009, arriva a undici anni di distanza.

E non mancano le polemiche su una sentenza da subito contestata, anche dalle istituzioni locali. "Sono totalmente amareggiato per il verdetto sulla strage di Viareggio - dice il presidente della Regione Eugenio Giani-. Ferisce profondamente il fatto che la prescrizione impedisca di rendere giustizia alle famiglie delle 32 vittime e all'intero territorio viareggino, alla Lucchesia, alla Toscana tutta, che quella notte fu squarciata dall'esplosione". 

In serata alcune decine di manifestanti si sono riuniti spontaneamente davanti alla stazione in segno di protesta, esponendo anche uno striscione: "Stato assassino".

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L'assessore regionale: "Ma non sono assolti"

"Penso che sia grave quello che è accaduto. Per me è una cosa inaspettata e dolorosa un giudizio di questa natura". Così Stefano Baccelli, assessore regionale ai Trasporti della Toscana, commenta la sentenza della Cassazione sulla strage di Viareggio, avvenuta quando lui stesso era presidente della Provincia di Lucca. "Non per entrare nel merito di una sentenza di cui ancora non ci sono le motivazioni, ma la Cassazione in pratica ci dice che non abbiamo fatto in tempo a condannare queste persone, anche se sono responsabili". Per Baccelli "la Cassazione non li ha assolti nel merito ma ha detto 'non abbiamo fatto in tempo' e questo è un problema serio. Non è un riconoscimento di innocenza. Se da un punto di vista legale è certamente una sconfitta per noi parti civili e una vittoria per i difensori, dal punto di vista morale è sostanzialmente il contrario". "Nella sostanza delle cose - continua Baccelli - la Cassazione ci dice anche che se avesse deciso sette anni dopo il disastro, li avrebbe condannati tutti anche per omicidio colposo. Moralmente sono responsabili, magari non avranno condanne di 12-13 anni e non è la stessa cosa, ma le responsabilità sono state attribuite". La Provincia di Lucca e la Regione Toscana sono fra le parti civili del processo.

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"Sarei pronta ad occupare il Parlamento"

"Sarei pronta per andare subito a occupare il Parlamento. Per 11 anni e mezzo siamo stati zitti, buoni e abbiamo ascoltato di tutto in silenzio. Ma dopo questa sentenza non si può più. Io sono pronta ad agire". Luciana Beretti ha al collo le foto di suo figlio Federico Battistini e di sua nuora Elena Iacopini, tra le 32 vittime delle strage di Viareggio, e grida fuori dal "Palazzaccio" la sua rabbia, dopo la sentenza della Cassazione. "Quello era un omicidio volontario e invece è andato prescritto addirittura quello colposo. Potevamo aspettarcela - ha proseguito la signora Beretti riferendosi alla sentenza - per salvare colpevoli importanti. La giustizia è manovrata dalla politica, questo palazzone è pieno di mafia: è la mafia che comanda. Mi prendo la responsabilità di quello che dico". Beretti si aspettava "una sentenza che condannasse Moretti e tutti gli altri. Non si può ribaltare così dei giudizi di primo e secondo grado. Non posso accettare una sentenza del genere. Da undici anni e mezzo loro - ha concluso indicando il figlio e la nuora - sono all'ergastolo dietro una lastra di marmo".

Salvini: "Una vergogna"

"Strage di Viareggio, per la Cassazione processo da rifare e omicidi colposi prescritti. Vergogna. Trentadue morti senza giustizia da troppi anni, un abbraccio alle famiglie e a tutta la comunità viareggina". Così il segretario leghista Matteo Salvini, sui social. E la capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Toscana, Elisa Montemagni, commenta: "Siamo sbalorditi e indignati. Una decisione che sgomenta, poiché tende a minimizzare la tragedia che si è vissuta nel giugno del 2009, causando 32 morti e drammatici strascichi in tantissimi abitanti della città. Una dolorosa ferita che, ora, si riapre in modo devastante, considerato che si dovrà celebrare un nuovo processo in Corte d'Appello in cui verrà valutato solamente il reato di disastro colposo, mentre sono prescritte tutte le ben più rilevanti accuse di omicidio colposo. Ulteriore beffa l'esclusione da ogni tipo di risarcimento per le tante associazioni che si erano costituite parti civili nel procedimento".

"Vittoria per Rfi"

Rfi non è quindi stata responsabile civile per il disastro ferroviario di Viareggio. "Per la società - ha spiegato l'avvocato Carla Manduchi - è sicuramente una vittoria. Gli ermellini hanno confermato anche le assoluzioni che erano state decise in appello di due dirigenti Rfi, Giovanni Costa e Giorgio Di Marco".

«È stato ridimensionato radicalmente il verdetto della Corte d'Appello di Firenze: la Cassazione ha emesso un dispositivo molto complesso ma ad una prima lettura emerge subito che è stato colpito in modo profondo l'impianto delle accuse e delle responsabilità». Questo il primo commento dell'avvocato Franco Coppi, difensore dell'ex di Fs e Rfi, Mauro Moretti nel processo per la strage.

L'amarezza dei familiari delle vittime

Scene di disperazione fra i parenti delle vittime della strage, davanti al palazzo dalla Corte di cassazione a Roma. Molti di loro sono scoppiati in lacrime quando hanno ricevuto la notizia del verdetto che dichiara prescritti gli omicidi colposi per l'incidente in cui persero la vita 32 persone nel giugno del 2009.

Piagentini: "Cancellato lavoro per verità e giustizia"

"Siamo fortemente amareggiati - dice intanto Marco Piagentini, che rimase gravemente ferito nella strage, a SkyTg 24 - Dalle carte sono emerse delle responsabilità, oggi con la parola prescrizione si cancella il lavoro per la ricerca di verità e giustizia. Oggi tutto il Paese ha perso. Prescrivere l'omicidio colposo plurimo aggravato ha un sapore amaro, torniamo a parlare di quella che è un'ingiustizia di questo Paese. Non cresciamo mai, vogliamo credere che siamo una democrazia avanzata ma siamo tornati al Medioevo". 

Per Piagentini, "è una giornata di quelle che fanno male. Le ferrovie italiane dovrebbero essere un vettore con cui le persone possano spostarsi in sicurezza. Analizzeremo la sentenza e successivamente diremo qualcosa di più approfondito". 

I legali dei familiari: "Non è finita qui"

"Grande amarezza" per la decisione della Cassazione, ma "non è finita qui". Lo dichiara Tiziano Nicoletti, avvocato di familiari delle vittime, lasciando piazza Cavour, sottolineando che "non è tutto da rifare, ma in gran parte sì. Vedremo le motivazioni, per noi la cosa più grave è stato l'annullamento dell'aggravante sulla sicurezza sul lavoro".

Marcucci (Pd): "Strage che non può restare impunita"

"Una strage come quella di Viareggio non può restare impunita. Giustizia va fatta". Così il capogruppo dei senatori Pd Andrea Marcucci.

Il sottosegretario: "Prescrizioni inaccettabili"

''In un paese civile non può esistere che la morte orribile di 32 persone resti senza colpevoli e la prescrizione impedisca l'accertamento delle responsabilità di chi doveva vigilare e poteva impedire che si verificasse una strage e non l'ha fatto. Mi unisco al rinnovato dolore delle famiglie alle quali fin qua è stato impedita anche la speranza di giustizia''.

Lo dichiara il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Roberto Traversi commentando la sentenza della Cassazione sulla Strage di Viareggio. ''Alle famiglie, durante le celebrazioni dello scorso 29 giugno, abbiamo rinnovato una promessa - prosegue Traversi - le loro lacrime e le loro cicatrici non resteranno vane, è arrivato il momento che questo Paese abbia una nuova legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che renda chiare le responsabilità di vigilanza e tuteli la sicurezza dell'utenza permettendo quindi che tragedie come quella di Viareggio non restino senza colpevoli''.