Sensori sulle condotte idriche. Gaia punta a prevenire le perdite

L’innovazione digitale, sostenuta dai fondi Pnrr, prevede anche l’arrivo di contatori con telelettura da remoto

Sensori sulle condotte idriche. Gaia punta a prevenire le perdite

Sensori sulle condotte idriche. Gaia punta a prevenire le perdite

Piccoli di dimensione, ma con benefici che potranno far risparmiare un sacco di soldi non solo a Gaia ma anche alle tasche dei cittadini. Un compito importante quello dei sensori che il gestore idrico piazzerà sulle tubazioni per monitorare e prevenire le perdite d’acqua. A causa spesso degli impianti vetusti ancora presenti sul territorio, questo fenomeno ogni anno comporta infatti una spesa di 4-5 milioni di euro per ripararli, somme che poi si traducono in tariffe più salate. La novità dei sensori è uno dei punti cardine del progetto “Water loss control & digital innovation strategy (Wadis), che ha consentito al gestore di classificarsi terzo nella graduatoria nazionale del Pnrr e di aggiudicarsi ben 25 milioni di euro sui 40 complessivi.

L’area interessata dalle attività di progetto si estende dal litorale fino alle zone collinari delle Alpi Apuane, per un totale di 2.765 chilometri. Gli interventi finanziati dal Pnrr dovranno essere realizzati entro il 2026. "Oltre all’abbattimento delle perdite dell’acquedotto – spiega Simone Tartarini del Cda di Gaia – il progetto Wadis prevede una vasta digitalizzazione della rete. Ad esempio verranno sostituiti 150mila contatori, su un totale di 225mila, pari al 70%. Al loro posto installeremo contatori ’intelligenti’ di nuova generazione che potranno essere letti da remoto. Inoltre procederemo con la sensorizzazione della rete, piazzando sensori ogni tot chilometri che trasmetteranno info in tempo reale comunicandoci tutta una serie di dati". L’obiettivo di Gaia sarà di monitirare lo stato della rete acquedottistica per prevedere possibili rotture. "Essendoci differenze numeriche tra la popolazione in inverno e quella in estate – prosegue – questo incide anche su consumi d’acqua, pressione e sollecitazione". Un altro passaggio prevede invece la distrettualizzazione della rete, ossia la creazione di percorsi alternativi in modo da non interrompere l’erogazione idrica anche in caso di interventi, sopperendo così ao disagi che si verificano sempre in quelle occasioni.

In merito infine alle ingenti spese sostenute dal gestore per riparare le perdite, Tartarini ricorda che, come stabilito a livello nazionale dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) le spese devono esseer pagate in toto dai cittadini. "Per questo – conclude – diamo precedenza ai cantieri più urgenti e importanti per non gravare troppo sulle tariffe. E in ogni modo i 25 milioni arrivati al Pnrr non graveranno sulle tariffe e serviranno ad accelerare la sostituzione delle condotte ammalorate".