Moretti al processo d'Appello
Moretti al processo d'Appello

Viareggio, 15 ottbre 2019 - Già condannato in primo e secondo grado, l’ex Ad delle ferrovie Mauro Moretti potrebbe occupare un ruolo all’interno del Ministero dei trasporti e delle infrastrutture. Una pugnalata alle spalle per Viareggio e in particolare per i familiari delle vittime della Strage, il cui rappresentante Marco Piagentini ha scritto una lettera indirizzata al neo ministro del Pd Paola De Micheli.
 

«Questa notizia ci ferisce sia come familiari sia come cittadini di questo paese. Come Lei avrà letto o leggerà – scrive Piagentini rivolgendosi al ministro – il condannato, in primo grado e in Appello a sette anni di reclusione Mauro Moretti, per omicidio colposo plurimo aggravato, disastro ferroviario, incendio colposo e lesioni colpose, a seguito di gravissime negligenze e responsabilità nel non aver ottemperato per la sicurezza nel trasporto ferroviario, è stato accostato al suo Ministero. Comprenderà quale ferita e quale profonda lacerazione riapra in tutti noi e nella comunità di Viareggio. Le scriviamo, poiché il solo paventare uno scenario simile ci indigna e ci mortifica, perché sia come Associazione “Il Mondo che Vorrei” sia come parte del Comitato Nazionale “Noi non dimentichiamo“ non possiamo soprassedere su un idea o su un solo pensiero tanto indegno». Piagentini annuncia al ministro che l’associazione che lui presiede è pronta «a intraprendere ogni azione che la legge ci consente per far sì che uno scenario così abominevole non possa realizzarsi oggi ma non debba nemmeno essere pensato nuovamente un domani».


Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore pentastellato Gianluca Ferrara: «Mi auguro – ha detto – che siano solo voci senza fondamento quelle che stanno circolando sull’incarico a Mauro Moretti. Tale ipotesi non andrebbe neppure tenuta in considerazione e sarebbe auspicabile che il ministro la smentisca immediatamente. Moretti dovrebbe rinunciare di sua iniziativa al cavalierato. Il ministro Paola De Micheli mi era sembrata attenta e disponibile a collaborare».
Paolo Di Grazia
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