Due lupi ripresi dalle webcam installate dal Parco delle Apuane
Due lupi ripresi dalle webcam installate dal Parco delle Apuane

Viareggio, 5 marzo 2017- Attenti al lupo. La presenza del superpredatore sulle Alpi Apuane continua a crescere: i risultati dei monitoraggi effettuati dal Parco delle Apuane (anche utilizzando la tecnica dell’ululato), hanno identificato con certezza almeno 3 nuclei stabili. Sono branchi, nuclei familiari che si sono già riprodotti. In tutto una ventina di esemplari che vivono nei boschi. Un branco si trova in Garfagnana, uno in Alta Versilia e il terzo nel massese. Il monitoraggio da parte del Parco delle Apuane è iniziato nel 2006, ma i primi risultati concreti si sono avuti nel 2008, anno in cui si è registrata per la prima volta la presenza del lupo. Da quel momento le attività di ricerca sono state intensificate ricorrendo sia ai classici metodi di rilevamento di segni di presenza (dalle impronte sulla neve, agli escrementi e ai segni di predazione), sia utilizzando le efficaci foto trappole. La presenza di nuove cucciolate è stata verificata negli anni tramite periodiche sessioni di wolf-howling, un’antica tecnica dell’ululato indotto, usata in passato dai lupari abruzzesi e da diverso tempo utilizzata con finalità di ricerca, per studiare le popolazioni di lupo. I risultati sono inequivocabili: anche sulle nostre Alpi Apuane la presenza del lupo si è moltiplicata: nella zona parco nel 2014 si è registrata la presenza di un branco riproduttivo, nel 2015 due e nel 2016 siamo già a tre branchi. La situazione è costantemente monitorata e dallo scorso mese di gennaio è stata incrementata l’attività di sorveglianza anche grazie alla collaborazione delle guardie ambientali volontarie che si stanno dedicando principalmente alla ricerca di segni di presenza sul territorio.

AL MOMENTO nella zona apuana non si sono registrati danni ingenti agli allevatori come sta avvenendo altrove, costringendo il Governo ad intervenire attraverso un nuovo Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia che sarà oggetto delle prossime riunioni della conferenza Stato-Regioni. Tuttavia, per limitare o ridurre i danni le opere di prevenzione degli attacchi al bestiame domestico sono a tutt’oggi gli strumenti più efficaci, come è stato ampiamente dimostrato in altre aree dove il ricovero notturno delle greggi in recinti anti-lupo e l’utilizzo di cani da guardia ben addestrati, hanno drasticamente ridotto le predazioni su pecore e capre. Per questo ormai è indispensabile che gli allevatori non lascino animali al pascolo senza alcuna sorveglianza, esponendoli di fatto a facili predazioni. Il Parco delle Apuane intanto anche in vista di una più che probabile espansione della specie, monitorerà anche progetti comunitari per attingere alle risorse necessarie per eventuali interventi di buone pratiche di gestione degli allevamenti in grado di contenere e prevenire eventuali danni che la presenza del lupo potrebbe causare.

Fra.Na.