
L’universo di Enrico Calloni: "Dai polli al dottorato al Cerns. E tutto inseguendo la fisica. Ora cerco di ’’pesare il vuoto’’"
Enrico Calloni, come tanti giovani, è stato uno studente – lavoratore. Nato a Viareggio il 5 maggio 1963, ha abitato a Lido di Camaiore con la sua famiglia di commercianti, babbo Franco e mamma Floriana, gestori della polleria Comelli, sempre a Lido. "Sì, ho fatto tante stagioni al lavoro con i miei. Ricordo come ora – dice – l’ultimo pollo che ho tagliato: era l’estate del 1992, ed ero appena tornato dall’impegno di dottorato al Cnrs di Parigi. Fu una corsa, come sempre avveniva all’ora di chiusura del negozio.... In seguito ho vinto il concorso all’Università di Napoli e mi sono trasferito".
Sì, perché Enrico Calloni è da diversi anni professore ordinario di Fisica Sperimentale all’Università Federico II di Napoli e Associato con Incarico di Ricerca presso l’INFN (Istituto Italiano di Fisica Nucleare) , e sta conducendo un team di ricerca, unico al mondo, che cercherà di... "pesare il vuoto" (per semplificare al massimo possibile lo scopo dell’esperimento chiamato Archimedes). Quest’ultimo progetto è finanziato principalmente dall’INFN e vede, oltre all’INFN, la partecipazione di: Università
Federico II di Napoli, Università di Roma La Sapienza, Università di Sassari, Università di Cagliari, Università di Marsiglia, EGO (European Gravitational Observatory - Cascina - PI), INO (Istituto Nazionale di Ottica.)
Professor Calloni, come si diventa uno dei più affermati scienziati internazionali in questo particolarissimo campo della fisica?
"Guardi, fin dalle scuole medie che ho fatto alla Rosi di Lido di Camaiore, ho avuto il pallino della fisica e della matematica. Per me studiare queste materie era di grande soddisfazione. Mi riuscivano molto bene, come si dice. Poi al liceo scientifico Barsanti e Matteucci ho trovato due professori, in particolare, come il Tessa di fisica e la Casacci di filosofia, materia di cui ero innamoratissimo, che sono stati davvero una guida. E ho notato poi che molti ragazzi e ragazze che erano a Pisa con me, avevano studiato filosofia con volontà e dedizione come se le due materie, così all’apparenza diverse, avessero invece molto in comune. Ed è proprio così".
La sua carriera all’Università di Napoli come si è sviluppata?
"Dopo la laurea pisana con una tesi su “Prototipo di superattenuatore dell’osservatorio di onde gravitazionali Virgo” mi sono indirizzato sopratutto al problema di misurare sperimentalmente la fluttuazioni quantistiche del vuoto e la gravità. Un problema irrisolto da cento anni. All’Università ho trovato una stretta collaborazione tra i colleghi e anche con gli studenti, devo dire in maniera meno competitiva di quando ero a Pisa, ma certamente di assoluto valore. Ma oltre alle varie esperienze di insegnamento ho collaborato anche a diverse ricerche con l’Istituto di Fisica Nucleare, e altre attività, come l’esperimento Virgo a Cascina di Pisa per la rivelazione delle onde gravitazionali, che è attivo dal 1987 ed è uno degli unici tre centri al mondo, con i due negli Stati Uniti, dedicati a questi problemi".
Ora lei è il responsabile nazionale e principal investigator dell’esperimento Archimedes. In tutto il pianeta Terra siete i leader.
"Nel 2002 ho proposto l’esperimento per misurare ...il peso del vuoto. Si è trovato un sito praticamente unico per il nostro scopo, in Sardegna in provincia di Nuoro. A centocinquanta metri sotto il monte Lula porteremo il laboratorio SAR-GRAV che è finanziato dalla Regione Sardegna e vede la partecipazione di: INFN, INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), Università di Sassari, Università di Cagliari. Si stanno avvicinando anche Università brasiliane e quella di Marsiglia. E poi c’è l’interesse della comunità scientifica internazionale che ci segue, così come le principali pubblicazioni come Scientific American, la più importante al mondo".
Cosa può suggerire agli studenti e alle studentesse di Fisica e forse futuri scienziati?
"Sembra banale, ma raccomando sempre di avere fiducia in se stessi e non pensare troppo a quello che dicono gli altri. Se davvero c’è una passione in te che vuoi sviluppare per la conoscenza di questi e di tantissimi altri problemi, allora devi impegnarti e sacrificarti nello studio, e dopo avrai raggiunto i tuoi obiettivi. Come ho fatto io, e tanti altri prima di me".