MARIA NUDI
Cronaca

L’esperto "Annientati per un azzardo"

Lo psicologo Palagi sta seguendo diversi casi: "Si continua a giocare e si finisce col perdere il controllo"

L’esperto "Annientati per un azzardo"

L’esperto "Annientati per un azzardo"

"Si baratta il piacere della vincita con la nostra libertà: è questa la azzardopatia", lo spiega Emanuele Palagi, psicologo e psicoterapeuta che collabora anche con il servizio dipendenze della Usl del quale fa parte anche Mirella Aglietti, psichiatra.

Dottor Palagi, qual è il confine tra la passione del gioco e la ludopatia?

"Il termine ludopatia non è corretto: il gioco e la dimensione ludica sono cose belle. Scatta la azzardopatia dopo la prima vincita. La prima vincita in qualsiasi forma di gioco si stia parlando cambia la visione. Il vincitore pensa di avere un’opportunità di guadagno e entra in una sorta di spirale. Che diventa sempre più pericolosa".

Cosa accade?

"Il giocatore subisce una sorta di accelerazione che lo spinge a dover recuperare. Si perde il controllo. E iniziano le bugie. Nel rapporto di coppia l’azzardopatia viene vissuto dal partner come un tradimento: perché il giocatore modifica alcuni aspetti del suo comportamento"

Quando intervengono questi aspetti la azzardopatia si configura come una malattia?

"Si parla di una malattia da discontrollo. Il giocatore perde la capacità di controllo su denaro e gioca più di quanto guadagna o ha guadagnato. In questo momento storico il marketing può essere vissuto come acceleratore: si pensi a slogan come “ti piace vincere facile“ fa scattare l’idea che giocando si vince. Immaginiamo di essere davanti a una slot machine. Quando si vince i suoni sono uno stimolo".

Si può guarire?

"Il servizio dipendenze della Asl lavora da anni sulle dipendenze. Ci sono colloqui individuali: ogni mercoledì alle 18 in via della Gronda c’è un gruppo che si riunisce. Ci sono poi gli incontri con le famiglie"

Il ruolo della famiglia?

"Il ruolo della famiglia è importante perché deve capire che chi gioca d’azzardo non è un “vizioso“, ma è una persona malata. Per chi gioca è importante che la gestione del patrimonio sia di un altro, perché avere denaro a disposizione è uno stimolo"

L’azzardopatia è trasversale?

"In passato era più maschile. Oggi l’offerta coinvolge anche le donne e purtroppo anche i minori. Inoltre in questo fenomeno le offerte online sono rischiose per i minori che sono supertecnologici. Giocare online significa non essere visti mentre si entra in una sala scommesse".

Si guarisce dall’azzardopatia?

"Come in tutte le malattie le situazioni possono essere diverse. Ma si guarisce. Ci possono essere delle ricadute. Ma se ne può uscire".

Quando ci si accorge della guarigione?

"Quando il gioco non è più il centro della vita".