Torna a visitare i genitori al cimitero, arrestato latitante di 82 anni

Il pensionato era scappato nel 2004 in Francia dopo una condanna alla galera. Ma a tradirlo è stata la nostalgia

La polizia di Forte dei Marmi ha arrestato il latitante

La polizia di Forte dei Marmi ha arrestato il latitante

Forte dei Marmi (Lucca), 11 maggio 2024 – A tradirlo è stato – in età senile – la nostalgia del paese d’origine. E la voglia di rivedere la tomba di mamma e papà. E così a 82 anni M.C. di Forte dei Marmi, dopo venti anni di fuga all’estero, una sfilza di reati commessi dal 1965 e una condanna a 9 anni di carcere, è finito in trappola. La Polizia ha infatti rintracciato e arrestato quel latitante destinato a finire in galera per spaccio di sostanze stupefacenti. Gli investigatori del commissariato di Forte dei Marmi, ai fini dell’esecuzione della pena, stavano seguendo le tracce dell’uomo che da 20 anni aveva lasciato l’Italia, diventando una vera e propria ’Primula rossa’: dal 2004 era irreperibile e si era trasferito a vivere in Francia dopo aver vissuto in Versilia facendo lavoretti precari come l’operaio e il guardiano. Quando gli agenti sono venuti a conoscenza del suo rientro nel comune di origine (dove ancora vivono i parenti), a seguito di un apposito servizio di appostamento sono riusciti a rintracciarlo e ad arrestarlo. Proprio nel momento in cui si stava recando al cimitero a salutare dopo tanti anni i propri cari. Un pensiero maturato chissà da quanto tempo e dettato sicuramente dall’avanzare dell’età, dopo una vita assai dissoluta e con una lista di reati quasi da record commessi dal 1965 in modo continuo fino al momento della latitanza. Tra l’altro l’ottantenne a Forte non aveva neppure dove dormire.

Quando la polizia l’ha fermato aveva con se documenti di identificazione autentici ma scaduti da molto tempo, e quindi l’anziano non ha potuto fare altro che consegnarsi alle forze dell’ordine. Su di lui pendeva un ordine di carcerazione per scontare una pena di oltre 9 anni. Diversi procedimenti penali per reati in materia di stupefacenti, furti e ricettazione, nonostante la sua irreperibilità, erano andati avanti in contumacia, fino alla sentenza di condanna definitiva che ha portato a un cumulo di pene concorrenti di oltre nove anni da parte della Procura di Lucca e due mesi dalla Procura di Genova. Gli uomini del commissariato di Vittoria Apuana lo hanno tradotto al carcere di San Giorgio Sarà l’avvocato a valutare eventuali richieste in relazione all’età dell’uomo.

Francesca Navari