La foto di Samuele a terra
La foto di Samuele a terra

Viareggio, 19 maggio 2918 - La sua  immagine, sdraiato per terra, sofferente e con la protesi staccata dalla gamba destra sta facendo il giro d’Italia su tutti i siti che trattano del mondo ultras. Lui è Samuele Di Mare, volto storico del tifo organizzato. Anima e simbolo de La Viareggio Ultras, il 17 maggio 2005 proprio mentre si stava recando allo stadio per assistere a Viareggio-Massetana in motorino, fu investito da un furgone pirata ed a seguito dell’incidente, oltre all’amputazione dell’arto all’altezza della tibia, perse un rene ed è rimasto invalido al 100% –. Domenica scorsa, a seguito come lui sostiene di una carica della Celere di Genova avvenuta presso l’autogrill di Castellaro (Imperia), si ritrova con due vertebre rotte e un referto di 40 giorni. «Fratture frutto delle immotivate manganellate ricevute – racconta Samuele – dal reparto celere di Genova, che ha inspiegabilmente caricato me e tutti gli altri ragazzi, venticinque per l’esattezza».

Sulla vicenda ci saranno naturalmente le dovute indagini, ma Samuele è convinto di essere parte lesa. «Sono stato colpito alle spalle – specifica – e quindi non ho avuto modo di vedere in faccia chi mi abbia attaccato, ma nel processo sicuramente il suo nome verrà fuori». Samuele, che è assistito dall’avvocato Simone Bonaldi, spiega con cognizione di causa tutta la vicenda. «Siamo partiti con due pulmini e due auto in direzione di Sanremo, per assistere alla partita Unione Sanremo-Viareggio - sottolinea - del tutto ignari che la vendita dei biglietti fosse nominale e non consentita il giorno stesso della partita. Mancata comunicazione di cui il Viareggio 2014 è responsabile. All’uscita di Arma di Taggia c’era l’indicazione, riservata alla tifoseria ospite, di uscire dall’autostrada.

Erano le 15 circa. Ad attenderci abbiamo trovato la Digos di Imperia ed il reparto Celere di Genova, in tutto una cinquantina di agenti, che ci hanno intimato di seguirli ad una sorta di discarica dove siamo stati perquisiti e controllati. Abbiamo detto loro che non eravamo a conoscenza del divieto ed io stesso ho parlato con il dirigente bianconero Tiziano Nicoletti anch’esso all’oscuro di tutto. Il clima era molto teso e fin da subito abbiamo avuto l’impressione che quegli agenti aspettassero un pretesto per lo scontro». «Dopo un ora, delusi per il viaggio a vuoto – prosegue nella sua versione dei fatti – siamo stati scortati fino al confine fra le provincie di Imperia e di Savona come ci era stato ordinato. Solo che nei pressi di un autogrill un pulmino ha dovuto accostare a causa di un guasto meccanico. Nei successivi quarantacinque minuti abbiamo bevuto, mangiato e fatto qualche coro goliardico...». 

E’ stato allora che la situazione ha preso per il gruppo di tifosi viareggini una brutta piega. «Quando stavamo per ripartire – afferma – uno di noi ha perso un po’ la calma ed è stato bloccato dalla Celere che di fronte alle nostre richieste di capire la situazione già di per sé molto tesa, ci ha caricato. Tutto è durato circa un minuto, sono stato colpito e mi sono accasciato in uno stato quasi catatonico. Qualcuno ha chiamato l’ambulanza e sono stato portato in ospedale in codice giallo e non in rosso, ed anche di questo qualcuno dovrà risponderne». «Prossimamente come gruppo – è la promessa – faremo una forma di protesta in città. Chi è responsabile dell’attacco immotivato dovrà pagare ma stigmatizziamo anche il comportamento della società che ha mandato un gruppo di giovani tifosi allo sbaraglio».
 

Sergio Iacopetti